Le Parole che Non Ti ho Detto
di Terry Bruno
“Tutto ciò che non viene portato alla coscienza ritorna sotto forma di destino”. (Jung)

I “non detti” si manifestano con tensioni, incubi, sensi di colpa, relazioni che non funzionano.
Ci sono parole che non abbiamo mai pronunciato o confessioni che abbiamo lasciato compresse in gola. Ma anche rabbie ingoiate, dolori trattenuti, verità sospese nell’aria come polvere luminosa, visibile solo quando la luce batte nel punto giusto. Fanno parte di ciò che vengono chiamati “non detti”, spesso considerati innocui.
In qualità di psicoterapeuta mi capita di incontrare persone che presentano sintomi come un nodo alla gola che non va via, insonnia ricorrente, stanchezza cronica, ansia. Nel corso delle sedute, lavorando su questi malesseri, emergono quasi sempre espressioni mai dette: un “Non ti amo più”, “Mi hai ferito”, “Non ce la faccio”, o “Ho bisogno di te”, non pronunciati per vergogna o per pudore.
Queste frasi sono incise dentro di noi e si manifestano attraverso malesseri, tensioni, sogni ricorrenti, incubi, sensi di colpa, relazioni che non funzionano senza capire il perché, ma anche gioie, paure.
Frasi che Sono Incise Dentro di Noi
Tutto questo lo si apprende nell’infanzia, in quella fase della nostra vita in cui siamo una tavola rasa su cui ognuno può scriverci sopra, lasciando segni indelebili.
Molto spesso si ha difficoltà a trasmettere amore che si può travestire di ironia, distanza, rigidità, ma anche mutismo. I bambini, allora, percepiscono che c’è qualcosa non detto e pensano di essere loro la causa. È in quel momento che nasce il malinteso interiore che in seguito, quando si è adulti, fa sentire inadeguati, soli in mezzo agli altri, non amati, bisognosi di riconoscimento.
S’impara, quindi, a non dire, modalità che diventa deleteria nell’ambito delle relazioni, un lento veleno che uccide. Il legame si incrina non per una lite, ma per una serie di omissioni quotidiane, magari un bacio dato solo per abitudine, di sfuggita o un “tutto bene” quando, in realtà, non va bene niente. Alla fine ci si ritrova in una stessa stanza, ma come estranei. La conseguenza di questo stato prolungato, dove le emozioni appartengono al passato, è uno stato di malessere che colpisce uno dei due partner, non tanto nel fisico quanto nel desiderio, nella vitalità, nella fiducia.
Perché Non Diciamo Ciò che Abbiamo Dentro?
Questo accade perché temiamo di rovinare qualcosa, di esporci, di perdere qualcosa o qualcuno, di mostrare la nostra fragilità. E così le emozioni vengono trattenute e se non escono creano fratture interiori che ci fanno male.
Facciamo un esempio: il mio partner ha uno strano atteggiamento e io non capisco il perché. Inizio allora a riflettere e giungo alla conclusione che forse ho fatto, o non fatto qualcosa. Quello che potrei fare è parlargli, chiedergli cosa sia successo, invece per vari motivi (timori, orgoglio, paure, supposizioni) mi blocco, non riesco a farlo. La situazione, a questo punto, peggiora perché il non parlare del problema crea tensione condizionando la spontaneità del rapporto. Se uno dei due non rompe questo meccanismo dei non detti, la relazione si deteriorerà lentamente.
I non detti non sono silenzi vuoti, ma silenzi pieni di emozioni bloccate, di bisogni inascoltati, di verità non dette. Se poi non trovano una via d’uscita ecco che avvertiamo stanchezza, ansia, distacco dagli altri e malessere verso noi stessi.
A volte basta una telefonata, un messaggio, una frase, un “Mi dispiace”, un “Ti voglio bene”, per cambiare la situazione.
Guarire non significa dimenticare, ma smettere di portare il peso da soli. Significa dare dignità a ciò che si prova e finalmente si può iniziare a respirare. Inizia da te. Inizia piano, ma inizia a farlo.
Articolo di Terry Bruno (Psicologa, psicoterapeuta, trainer in comunicazione e PNL)
Fonte: https://www.karmanews.it/50164/le-parole-che-non-ti-ho-detto/

















































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