Dallo Scemo del Villaggio all’Idiota Globale
di Marcello Veneziani
C’era una volta lo scemo del villaggio, poi il villaggio si fece globale, come disse Mc Luhan e anche lo scemo diventò globale, senza cessare di essere scemo. Dal vecchio prototipo dello stupido – il paesano, il campagnolo, chiuso nel suo piccolo mondo, nella sua valle, nel suo dialetto e nella sua goffaggine – al nuovo prototipo, “l’idiota globale” che viaggia, conosce le lingue, magari è nativo digitale, naviga nel web; ma pensa da idiota, cioè chiuso nel recinto ristretto del suo privato, del suo presente e della sua dimestichezza coi mezzi tecnici. Sa mettersi in contatto in tempo reale col mondo, ma non ha nulla da comunicare. Pura stupidità. Imbecille é colui che ha bisogno del baculum, del bastone, per reggersi. Il bastone dell’idiota globale è il suo smartphone, senza del quale si sente perduto…



































