Sezione: L’Iniziato
Pagina corrente: L’Alchimia interiore

Come uno schiavo affranto al mulino
gira ciecamente la ruota di pietra 
il Pellegrino rivive senza fine 
emozioni, desideri, passioni,
automatismi, paure, risentimenti, 
rinchiuso nel recinto dei condizionamenti
che riproducono impulsi e programmi 
della mente prigioniera della ripetitività.
Come uno schiavo affranto al mulino
gira ciecamente la ruota di pietra
il Pellegrino rivive senza fine
emozioni, desideri, passioni,
automatismi, paure, risentimenti,
rinchiuso nel recinto dei condizionamenti
che riproducono impulsi e programmi
della mente prigioniera della ripetitività.

Come un solitario colonizzatore,
inizia ad esplorare il continente sconosciuto di se stesso
per comprendere e sanare il suo dolore
superando l’imbarazzo, il terrore
e l’abisso del disorientamento
in cerca di possibilità a lungo occultate.

Come un avido cercatore di tesori,
offuscato da nubi di emotività e attaccamenti,
ricerca infine l’oro dell’Amore puro,
quintessenza trasformatrice,
alito divino di Comunione
che abbraccia, evolve
ed illumina azioni e sentimenti.

Nella tempestosa ricerca dentro se stesso,
comprende che l’essere precede il fare
e con tenace amorevolezza
filtra luce nelle cantine della coscienza
affinché il suo muoversi nel mondo
rifletta l’essere, perfezionato nell’amore.
Impara a piantare il proprio dolore
nel campo della Pazienza e della Compassione
raccogliendone frutti di nuova Coscienza.

Polarizzandosi nella mente,
conosce, domina e infine muta se stesso
educandosi con abile maieutica.
Forgia con perizia raffinati strumenti
che elevino la materia allo Spirito
e irradino lo Spirito nella materia.
Umilmente ricerca fuori e dentro di sé
dati di verità, duri e veritieri,
che diradino false illusioni di crescita
e insidiosi fantasmi di fumo
generati dalle trame dell’ego.

Comprende che potrà avanzare
solo dopo aver fissato negli occhi
l’indomito Guardiano della soglia
senza tremare né fuggire né dissimulare
né evadere né schermirsi né ripararsi
né mentire né negare né patteggiare.
Sa che se non trionferà
ogni avanzare sarà un inganno della mente.

Evoca consapevolmente antiche memorie:
tendenze latenti, istinti incontrollati,
vizi non domati, vane passioni,
viltà e debolezze dello spirito
si affacciano minacciosi alla coscienza
e la battaglia s’accende.
Come un temerario Cavaliere,
sfida la fiera minacciosa della verità su di sé
rilevando con limpida fermezza
disonorevoli azioni e gretti pensieri,
sedimentati in funerei tumuli di Orgoglio.

Espone il volto di se stesso a lungo celato
alla luce della Verità infine accolta
fissandola sereno e intrepido.
Si allinea interiormente al superiore
e si riflette nel Sé, modello dell’anima,
mirando alla Trasmutazione.
Al contempo guarda al Cielo
con nuovi occhi fondi di interrogativi,
indagini, voti, domande, invocazioni.

Nell’incessante solitario travaglio
al crogiuolo alchemico interiore
non c’è posto alcuno
per la facile condiscendenza
né per le illusioni su se stessi:
perché la Luce penetri nel profondo
l’osservazione di atti e moventi
è ininterrotta, analitica, spietata
ma sprigiona pace e sensi luminosi.

L’altro diventa specchio
e anche il temuto giudizio altrui
è ora ben ricercato,
e trasmutato in dono di comprensione,
coscienza di lucide immagini di sé,
filtro di nuove interiorizzazioni,
metodo di analisi e perfezione.

Crolla il mondo di finzione
in cui l’Uomo ha creduto di vivere, muovere ed essere
e cade ogni logora maschera
di apparente premura e amichevole socialità
richiesta dalla scena nel Teatro della profanità.
Non è gradita all’Alto
la fratellanza pavida che misura ogni cosa,
usa blandizie e piaggerie
e teme pusillanime la sua stessa ombra.

L’esteriore affettata cortesia,
qualità di formali corti e cortigiani,
e di vili e tiepide comparse della vita,
cede il passo all’ardire della chiara autenticità,
della comunicazione di cuore
e della sincerità amorevole.
Il Pellegrino comprende intimamente
che amare davvero è anche dire a sé e ad altri
verità aspre e forti che diradino nebbie illusorie
sollevate da timorose fragilità
o dal dispotismo protervo
del piccolo ego borioso
che si presenta come amichevole compagno.

Nel Laboratorio della coscienza
l’Alchimista dello spirito
assiduo si dedica al Lavoro.
Distilla nell’alambicco degli eventi
impulsi e sentimenti, realizzazioni e sconfitte,
esaltazioni e turbamenti, aspirazioni e rinnegamenti,
tensioni dello spirito e qualità della coscienza
ricavandone fragranti essenze di saggezza.

Riconosce che il piccolo demiurgo terrestre
creatore di rabbia e di dolore
colma il Pianeta di fumo asfissiante
che soffoca la Vita di ogni regno di natura.
Umiltà e amore per il vero
lo muovono a indagare vigilmente
motivazioni e pensieri reconditi
che inducono i suoi atti
poiché qualsiasi impulso, tendenza,
moto e manifestazione del Cosmo
ha la sua applicazione nell’Eternità.

Intende che l’Uomo è essere di transizione
e focalizzando il Pensiero
modella duttilmente come cera
qualità, energie e carattere
mutando in oro il piombo della sua natura.
Ricerca la formula della transumanazione
rigenerando le cellule con irradiazioni di luce.

Stremato dalle antiche dure lotte con l’ego,
abbandona le infinite ricerche della mente esausta
e cede alla serena Verità
che tutto contempla nell’amorevole equità,
riconoscendosi per Quello che è.

Cielo e Terra si incontrano infine
fondendosi in armonia.

di Mariabianca Carelli

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    Articoli nella sezione: L’Iniziato

    L’Iniziato

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    La notte oscura

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    L’Alchimia interiore

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    L’Aspirazione

    Tra corrosione interiore
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    ma già unite nel Cammino segreto.
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    che inconsapevole anela all’Assoluto.
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    inseriscono sottilmente una nota accorata
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    Nella Terra di Mezzo dell’Eterna Ricerca
    il ? leggi tutto

    L’Amore che irrompe

    Dopo amari struggimenti,
    quando nell’interiore tutto è compiuto
    e l’anima vigile è in attesa,
    l’Amore irrompe smagliante,
    foriero di esaltanti rivoluzioni.
    Sabota congegni e circuiti
    azionati da chiusa disperazione,
    muta antiche mappe a lungo seguite nel tempo
    che l’anima ciecamente ripercorre.
    Sorprende il cieco  viandante
    che  ancora ansima sull’erta arida di irti sassi
    ove la vetta è invisibile.
    Espansione e contrazione, attaccamento ? leggi tutto

    La scoperta del Sentiero

    Nell’andirivieni della coscienza
    ancora una volta il Pellegrino
    rinnega il più alto se stesso,
    inghiottito nella palude del mondo della forma
    e sepolto nella fossa del dubbio
    ove annerisce ogni Visione;
    ancora una volta si rivela a se stesso
    come sacro Microcosmo evolvente
    in un Macrocosmo pure evolvente.
    Nella più ampia coscienza
    lentamente percepisce il Tutto
    con la parte del tutto ? leggi tutto

    Il Servizio

    Nei luoghi ordinari dell’esistenza insana
    ove imperano malignamente
    vili omissioni e infami negligenze,
    di sorpresa l’alto aspetto del Dovere,
    anteponendosi al diritto,
    gli si para davanti con fermezza,
    come l’unico degno agire
    che dia credito all’esistere.
    La Coerenza si impone
    sull’immatura inquieta volubilità
    del sentire, fare, pensare.
    L’ottusità del misero orgoglio,
    tristemente asservito al piccolo sé,
    che non sa riconoscere
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    di vita ? leggi tutto

    Il Risveglio

    Il Viandante risvegliato
    splende come nucleo irradiante,
    attraendo per affinità anime pronte.
    L’anima infine dischiude la sua corolla
    al Sole della Coscienza
    risvegliandosi al Compito
    che esprime la sua stessa essenza.
    I segni dei tempi mostrano
    che l’Ora dei Misteri è scoccata
    e che l’Uomo ha imparato
    a rispondere sollecito e con ardimento.
    Avendo avuto esperienza delle cose terrene,
    le elabora con ? leggi tutto

    Il Pensiero creatore

    L’Uomo riconosce che il Pensiero,
    fedele amico del cercatore, governa ogni cosa,
    guida e afferma, trova la via delle Leggi e delle Regole,
    discrimina fra superiore e inferiore,
    genera il moto e realizza il ritmo,
    vive all’infinito e innalza la coscienza.
    Educando il pensiero e la parola
    educa il cuore,
    poiché è solo il cuore che può leggere ? leggi tutto

    Il Senso e l’Ordine

    Nell’enigmatico Castello
    di cui si ignorano le Leggi
    dove si svolge l’insensata vita ordinaria
    le cose tutte si definiscono infine
    alla presenza del Senso ritrovato.
    Ogni azione si sostanzia della luce del Significato
    e si struttura nel valore del Percorso.
    La vita diventa Scuola
    e l’Eterno permea il quotidiano
    che infine è decodificato e sprigiona luce.
    Acquista senso l’eterna universale ? leggi tutto

    L’Unità

    Il Senso e l’Ordine ritrovati irradiano Gioia perfetta
    e il viandante sul Sentiero
    diventa infine Sacerdote dell’Unità.
    Silenzio e Ascolto si impongono alla mente pacificata
    come maestri dell’interiore.
    La ribellione e il dubbio evolvono in Fede,
    l’ignoranza e l’oscurità in Comprensione,
    la prigione dell’io si apre alla Liberazione,
    le convinzioni limitanti si disgregano
    alla luce della Ragione risanatrice.
    La Gioia ? leggi tutto

    Le Nuove Comunità

    L’Uomo illuminato espande la sua coscienza
    diventando collaboratore del Cosmo
    e crea un Nuovo Ordine
    in sintonia con il seme infuocato dell’Amore divino.
    Fonda Gruppi umani avanzati,
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    segni dell’Utopia del Mondo che verrà.
    Prima di elevarsi al Cielo,
    l’Opera scende nelle viscere di Gaia
    e Alto e basso, Bianco e ? leggi tutto

    La Visione

    Il Discepolo sviluppa l’Intuizione immaginativa superiore
    intravedendo la progressione degli eventi
    negli sviluppi ritmici e ciclici,
    eppur sempre nuovi.
    L’Avvenire diventa plasmabile
    e si connette congruentemente al passato,
    il Tempo diventa immensa trama
    di orditi prevedibili e non più oscuri.
    Il Disegno universale si svela articolato
    in infiniti progetti e piani minori
    che l’Intelligenza amorevole degli uomini,
    ispirata dal Cielo e ? leggi tutto

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