I Due “Guardiani della Soglia” tra Morte e Mondo Spirituale (Parte 1)
di Riccardo Tavilla
Nel pensiero di Rudolf Steiner, l’esperienza del “Guardiano della Soglia” appartiene sia al cammino iniziatico sia, in forme diverse, all’esperienza che l’essere umano attraversa dopo la morte.
Steiner precisa infatti che i Guardiani sono essenzialmente due: il “Piccolo Guardiano” e il “Grande Guardiano”. L’incontro con la Soglia non deve quindi essere inteso esclusivamente come un’esperienza riservata all’iniziato durante la vita terrena. Steiner afferma che l’uomo incontra il Guardiano anche nel momento della morte fisica e che, nel periodo tra una morte e una nuova nascita, questa realtà si manifesta progressivamente secondo il grado di sviluppo raggiunto dall’essere umano.
Questo permette di comprendere meglio la loro funzione. Il Guardiano non è un essere che giudica l’anima secondo criteri arbitrari e decide se essa abbia o meno il diritto di entrare nel mondo spirituale. La sua funzione riguarda piuttosto il rapporto dell’uomo con la realtà spirituale in funzione delle facoltà che egli ha effettivamente sviluppato. infatti quando l’essere umano entra nell’altro mondo senza essere ancora capace di operare coscientemente in esso, le esperienze superiori vengono velate fino a quando egli non sia sufficientemente maturo per percepirle e comprenderle.
Il Piccolo Guardiano della Soglia è strettamente connesso alla realtà dell’uomo stesso. Steiner lo descrive come una figura nella quale diventano visibili gli effetti delle proprie azioni, dei propri sentimenti e dei propri pensieri. In esso si manifestano quindi le forze che hanno contribuito a formare il carattere e il destino dell’individuo. È, in questo senso, il proprio essere passato che si presenta davanti all’uomo in una forma divenuta indipendente.
L’incontro con il primo Guardiano non è tuttavia un’esperienza rassicurante. Al contrario, si presenta come un’esperienza profondamente traumatica e spaventosa, proprio perché l’uomo si trova davanti, in una forma vivente e indipendente, a ciò che egli stesso ha formato nel corso della propria esistenza. Questo vale tanto per l’esperienza iniziatica, quando il discepolo incontra consapevolmente il Guardiano prima della morte, quanto per l’esperienza post-mortem, quando l’essere umano si confronta progressivamente con la propria realtà interiore nel passaggio verso il mondo spirituale.
La possibilità di trarre beneficio da questo incontro dipende dalle capacità che l’uomo ha sviluppato. Colui che ha acquisito la necessaria forza interiore e le facoltà per sostenere l’esperienza può riconoscere nel Guardiano la propria realtà e utilizzare quell’incontro come occasione di trasformazione. Chi invece non possiede ancora tali capacità può essere sopraffatto dall’esperienza, non riconoscerne la natura e cercare di sottrarsi ad essa. È proprio per questo che Steiner collega lo sviluppo delle facoltà spirituali alla possibilità di affrontare coscientemente la Soglia.
Per questo il primo Guardiano non è semplicemente un “nemico” da sconfiggere. Il suo incontro rende possibile riconoscere ciò che nell’uomo appartiene ancora alla natura ordinaria, alle passioni, agli impulsi, all’egoismo e ai legami con il mondo fisico. In “La scienza occulta”, Steiner collega questa figura al “Doppio” e mostra come esso rappresenti ciò che l’uomo deve imparare a porre nel giusto rapporto con il proprio Io. Il Doppio non deve essere distrutto, ma trasformato: il compito dell’uomo è impedire che esso domini l’Io e portarlo progressivamente sotto la guida dell’Io spirituale.
Nel Doppio si manifesta ciò che nell’uomo si è formato attraverso le diverse influenze che hanno agito sulla sua natura. Accanto alle influenze luciferiche presenti nell’anima umana, intervengono anche le forze arimaniche, che possono imprimere nell’essere umano determinati impulsi, attaccamenti e forme di irrigidimento. Non sarebbe però corretto identificare semplicemente il Doppio con “l’Io dominato da Arimane”: il Doppio è una realtà più complessa, nella quale si riflettono il passato dell’uomo, il karma e ciò che egli ha formato attraverso la propria vita. Il compito dell’uomo consiste dunque nel trasformare e redimere il Doppio, portandolo sotto la guida dell’Io, anziché lasciarsi dominare dalle forze che in esso si sono accumulate.
È significativo che Steiner descriva questa esperienza anche come esperienza dell’iniziato. Il discepolo spirituale può incontrare il Guardiano in modo cosciente durante il proprio cammino iniziatico, prima ancora della morte fisica. In questo caso l’incontro ha una funzione preparatoria: l’iniziato deve imparare a riconoscere nel Guardiano qualcosa che egli stesso ha prodotto e ad assumersi consapevolmente il compito di trasformarlo. Steiner sottolinea inoltre che, dopo un incontro riuscito con il Guardiano, la successiva morte fisica dell’iniziato diventa un’esperienza profondamente diversa da quella di chi non abbia compiuto tale esperienza durante la vita.
Il “Grande Guardiano” appare successivamente. Se il primo rende visibile soprattutto ciò che l’uomo ha portato dal passato, il secondo indica ciò che ancora deve essere realizzato. Steiner lo descrive come una figura davanti alla quale l’unione rappresenta un ideale ancora lontano. L’iniziato comprende che non può semplicemente abbandonare il mondo terreno per cercare la propria elevazione spirituale: deve mettere le forze acquisite al servizio della trasformazione e della liberazione dell’umanità.
Dopo l’esperienza del Doppio e del Guardiano, l’evoluzione dell’esperienza iniziatica conduce verso una realtà nella quale il Cristo appare come il grande Ideale e modello dell’umanità. Per questo, nel contesto più elevato dell’esperienza iniziatica descritta da Steiner, il Grande Guardiano può essere compreso in rapporto alla figura del Cristo: non semplicemente come una seconda barriera da superare, ma come ciò che orienta l’uomo verso la propria destinazione spirituale e verso l’impulso Cristico.
Questa distinzione è importante anche per comprendere il rapporto tra Guardiani e “Kamaloka”.
Non è corretto immaginare due Guardiani “cattivi” che decidono che alcune anime sono abbastanza evolute per accedere al mondo spirituale mentre altre vengono respinte e rimangono confinate nel Kamaloka. Il Kamaloka, nella concezione di Steiner e di molti altri autori con nomi diversi (Alessandrini stesso individua un piano post-mortem che non è fisico ma ancora non spirituale), è normalmente una fase del percorso post-mortem, successiva alla morte fisica, durante la quale l’essere umano si libera progressivamente dei legami, dei desideri e delle inclinazioni ancora connessi alla vita terrena. Il Guardiano non costituisce quindi una prigione e il Kamaloka non è il luogo nel quale vengono confinate le anime che il Guardiano avrebbe “rifiutato”.
La differenza riguarda piuttosto il grado di coscienza e di sviluppo con cui l’anima può vivere la realtà spirituale. Un essere umano non sufficientemente preparato non viene semplicemente escluso dal mondo spirituale: ciò che non è ancora in grado di comprendere o di utilizzare coscientemente rimane, per così dire, velato. Steiner afferma infatti che, alla morte, quando l’uomo non possiede ancora le facoltà necessarie per operare nell’altro mondo, le esperienze superiori possono essere nascoste fino a quando egli non sia maturato per esse.
Il Kamaloka deve quindi essere compreso come un periodo di elaborazione e purificazione. In questa fase l’uomo sperimenta progressivamente ciò che lo lega ancora alla propria esistenza terrena e si libera delle componenti che non possono essere portate oltre. Al termine di questo processo, ciò che nell’esperienza terrena è stato realmente trasformato e spiritualizzato può entrare nella successiva esperienza del mondo spirituale.
Steiner chiama “Devachan” la realtà spirituale nella quale l’essere umano vive dopo questa fase di purificazione. Il termine, utilizzato da Steiner riprendendo la terminologia esoterica precedente, indica il mondo o stato di esistenza spirituale nel quale l’anima continua il proprio sviluppo tra una morte e una nuova nascita. Non si tratta semplicemente di un “luogo” contrapposto alla Terra: è una dimensione dell’esistenza nella quale ciò che è stato conquistato e trasformato durante la vita terrena può continuare a operare nell’evoluzione dell’essere umano. Anche il Devachan, dunque, non deve essere immaginato come una ricompensa automatica: l’esperienza del mondo spirituale dipende da ciò che l’essere umano ha realmente sviluppato.
Ciò che l’uomo ha trasformato può così diventare parte del proprio patrimonio spirituale; ciò che non è stato ancora trasformato continua invece a essere oggetto del processo evolutivo e karmico. In questo senso, il passaggio attraverso la Soglia rende progressivamente evidente la distanza tra ciò che l’uomo è diventato e ciò che è ancora chiamato a diventare.
I due Guardiani possono dunque essere sintetizzati in una formula semplice: il Piccolo Guardiano pone l’uomo davanti a ciò che egli è diventato; il Grande Guardiano davanti a ciò che è chiamato a diventare. Il primo è legato al proprio passato, al Doppio e al karma; il secondo apre verso il futuro dell’evoluzione e, nella prospettiva più alta indicata da Steiner, verso l’impulso Cristico.
Questa interpretazione è stata ulteriormente elaborata dall’antroposofia successiva, tra gli altri da Sergej O. Prokofieff, che ha dedicato particolare attenzione al significato della Soglia e del Guardiano nell’iniziazione moderna. Ma il punto fondamentale è già chiaramente presente in Steiner: la Soglia non è una barriera arbitraria che separa le anime degne da quelle indegne; è il punto nel quale l’uomo incontra la propria realtà e misura la propria capacità di entrare coscientemente in rapporto con il mondo spirituale.
Articolo di Riccardo Tavilla
Tratto dal libro “Inseguendo le Chimere: Il disagio dell’essere umano nella società meccanicistica e la riscoperta della dimensione spirituale alla luce del pensiero di Rudolf Steiner“ di Riccardo Tavilla, dedicato ai rapporti tra coscienza, società contemporanea e condizione umana.
Libro disponibile qui: https://www.amazon.it/dp/B0H2ZHP5W9
Fonte: https://www.fisicaquantistica.it/








































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