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La “Cronovisione” — 2 commenti

  1. E’ una storia affascinante, avvolta purtroppo in un mantello di leggenda come tante cose che potrebbero avere una credibilità scientifica ma che poi intraprendono, nella non univocità delle testimonianze, sentieri difficilmente praticabili per una ricostruzione certa dei fatti! Nel caso di padre Ernetti ho letto abbastanza, ho scambiato pareri con una sua allieva dei corsi prepolifonici del tempo ma non è stato possibile intuire da parte sua un’eventuale straordinarietà che avrebbe potuto riguardare le sue indiscutibili doti di ricercatore! Resta una faccenda con un piede e mezzo nella leggenda!

  2. In un vostro precedente aricolo sul Cronovisore pubblicato il 28 ottobre 2012, l’autrice Laura Scafati aveva messo in rilievo un fatto sconcertante. Quando il Vaticano il 12 e il 14 gennaio del 1956. aveva cercato di captare la crocifissione di Cristo col Cronovisore, aveva scoperto che questa era avvenuta nel 36 e non nel 30 della nostra èra, ma che risultava poco rassomigliante con quella narrata dai Vangeli, anzi con Verità sconosciute alla Chiesa. Mi sono chiesto come spiegare un fatto del genere. Ecco cosa ho scoperto. Secondo alcuni storici che hanno approfondito il fenomeno, traendo le fonti dal massimo storico ebreo Giuseppe Flavio e da Tacito, il Cristo descritto dai Vangeli sarebbe stato in realtà Giovanni di Gamala, figlio della nobile asmonea Maria e di Giuda il Galileo, e fratello di Simone, Giuda. Giacomo e Giuseppe, nominati nei Vangeli come fratelli di Gesù. Rivendicando come asmoneo il trono della Giudea, nel 35 d.C. con l’aiuto degli zeloti, riuscì a farsi proclamare re d’Israele e sommo Sacerdote del Tempio fino a quando, nella Pasqua del 36, Lucio Vitellio, governatore della Siria, con le sue legioni cinse Gerusalemme d’assedio e la costrinse alla resa. La crocifissione di Giovanni fu inevitabile e eseguita con inaudita ferocia. Al petto del crocifisso fu apposta la targa: INRJ (Ioannes, nazireus, rex, Judeorum). Tutto ciò spiegherebbe la data (36 d.C.) e le divergenze col racconto evangelico.

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