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La ricerca delle vite passate — 7 commenti

  1. Io penso invece che l’ipnosi regressiva sia proprio il miglior mezzo per riportare i ricordi delle vite passate.
    Va ricordato, ad esempio, che in molte ipnosi regressive il paziente parla lingue antiche anche sconosciute, o straniere. Lingue straniere che non conosce in questa vita e lingue antiche non più parlate oggi, delle volte neppure traducibili. Come potete pensare che questo sia solo parte della fantasia del paziente? Non credete che vi state dimenticando di fatti di non poca importanza?
    Potrei farvi altri esempi, ma intanto partiamo da questo.
    Saluti

  2. Bravissima Maria Antonietta, articolo che mi sento di condividere pienamente.
    Infatti la Monade, nel reincarnarsi attraversa il fiume del liquido amniotico, da cui amnesia.
    Vi è solo qualche eccezione nelle canalizzazioni, che siano trasmissioni di entità intelligenti del mondo spirituale, ma per quanto riguarda i fantasmi, le entità del mondo astrale, e in specie le forme pensiero, spesso queste sono pericolose e non attendibili.
    Noi abbiamo un inconscio individuale che si estende in quello collettivo, un calderone dove c’è di tutto. Meglio starne alla larga.
    L’ipnosi funziona quando non è regressiva, ma quando la volontà del terapeuta feconda l’anima vegetativa del paziente, il quale può guarire. La contro-indicazione è che la nostra volontà si indebolisce, aspettando che sia l’intento altrui ad agire su di noi.

  3. Mi pare una versione un po ‘ rigida. Condivido il fatto che in questa vita si hanno tutti gli strumenti per evolversi, ma penso comunque che le cose che ci capitano servano anche per trasformare emozioni e convinzioni che ci tiriamo dietro da una vita all’altra. Capita che si senta il richiamo o l’eco di queste emozioni,soprattutto con una persona in particolare. Capita anche di avere accesso a frammenti di vite passate, ma proprio per trasformare le emozioni di cui sono intrise quelle immagini, cosa che non fa nessuno al posto nostro. Uno strumento per imparare a vedere le cose con occhi diversi anche nel presente, per liberarsi delle nostre forme pensiero o per cominciare a farlo. Io la vedo così, non sono un esperta, parlo per esperienza personale.

  4. Sono assolutamente d’accordo con Silvio e io, che sono una di quelle rare anime elette di cui parla Maria Antonietta, ne sono l’esempio vivente. Sono “regredita” alla mia vita precedente praticamente da sola, parlo delle lingue straniere ignote alla mia famiglia attuale da quando sono ragazzina e sono una di quelle rare anime sventurate di cui parla Maria Antonietta che in questa vita è stata partorita dal suo assassino della vita precedente….in questa vita ho infatti notevoli difficoltà che spero di poter superare, grazie alla mia resilienza…buon anno a tutti

  5. Le regressioni intanto non si possono certo fare a chiunque, ci sono soggetti completamente “bloccati” da questo punto di vista. A fini rigorosamente clinici psicoterapeutici (e non karmici o per fare “turismo” nel passato) l’ipnosi regressiva ha unicamente lo scopo di lasciare che determinati conflitti emozionali alla base di disturbi attuali generino particolari scenari mentali UTILI poi per aiutare il soggetto a elaborare e superare questi conflitti. Che si tratti di VERE vite precedenti oppure no, poco importa (non è questo lo scopo).

  6. Si tratta di una discesa negli inferi, cioè nell’inconscio del paziente, e col suo permesso. Ma bisogna tenere calcolo che l’essere umano ha un inconscio individuale, e collettivo, e quindi ci si trova di tutto. Dante insegna e documenta la difficoltà di tale esplorazione, importantissima in Alchimia e rischiosa se non vi è una guida interiore
    (Il Sè o Sole interiore) senza la quale ci sarebbe la follia. Inoltre, visto che il tempo non esiste, se non nella terza dimensione, si potrebbe parlare di vite parallele, ma si tratta di raffinatezze filosofiche, perché non conosciamo i concetti e le esperienze oltre la dimensione duale. Io penso che in un inconscio ci si può trovare di tutto, di vero e di falso, e ciò che a volte affiora nella nostra coscienza può caratterizzarci come falsi profeti, diversamente dalle canalizzazioni del nostro spirito, che è universale, e guida sicura per nostre visioni (Virgilio di Dante, Fulcanelli, Kryon, ecc.)

  7. Sono uno psicoterapeuta che nell’ultimo ventennio ha utilizzato l’IR (Ipnosi Regressiva) su parecchi pazienti sempre nel contesto terapeutico, cioè come una tra le tante tecniche di scoprimento dei nuclei di conflitto responsabili di un disturbo. Nella mia esperienza è fondamentale che il paziente si assuma la consapevolezza e la responsabilità delle sue ATTUALI tendenze. Quando queste compaiono anche nell’IR sotto forma della prima e remota causa scatenante di un conflitto, di solito consentono al paziente stesso di aumentarne la consapevolezza e di elaborare successivamente tali tendenze con tecniche di perdono e di autoperdono, sì da arrivare alla piena “digestione”delle tendenze o credenze patologiche e quindi allo scioglimento di conflitti relativi. Con quest’accezione perciò non è assolutamente vero che “si va nel passato per sfuggire al presente”. Il presente è ciò che conta e le vite pregresse continuano a far parte del presente nell’inconscio. Che poi siano vite autentiche o meno, per me non ha importanza. Ha importanza il benessere e l’evoluzione della persona in questione. E personalmente non ho dubbi che il karma del paziente cambia quando lo vedo rifiorire allorché il suo benessere e la sua evoluzione vengono ripristinati.

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