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Comunicare con i morti è possibile – la testimonianza della Dott.essa Elisa Methus… — 30 commenti

  1. Un argomento interessante per me, dopo la perdita di mio figlio 2 anni e mezzo fa ho cominciato da subito percepire dei segni, sarei interessata a leggere qualche libro, dove li posso trovare?

  2. E’ bellissimo sentirlo raccontare da una dottoressa, e ammettere che esista una vita dopo la morte.
    io di esperienze, ne ho avute tante, fin da piccola ma cominciai a esserne consapevole a dieci anni, in umbria, ero in vacanza, e mia mamma mi porto’ al castello della baronessa di caria, ricordo che chiesi a mia mamma ( la storia della principessa del castello ), lei me la spiego’ a modo suo, era contadina, non aveva studiato, e in piu’ parlava con suo marito morto quattro mesi prima della mia nascita. La cosa strana fu che la sera stessa su rai 2 fecero il film della baronessa di caria, con ugo paiari, e conobbi tutta la storia, dai quindici anni in su ogni risparmio, andava sulle riviste che parlavano dell aldila’ iniziai ad avere sete, sempre di piu’, di conoscenza, e oggi posso dire che chi, non lo ha provato, non puo’ capire la meraviglia che cè nel parlare con i propri defunti, o con l’angelo custode. Oggi ho una libreria in casa piena di libri, e ogni libro è stato scelto per me dal mio angelo custode, e non è vero che la nostra religione non comprende il mondo occulto, io ho visto in carne ed ossa il mio angelo e mi ha salvato da una morte certa, per tre volte nella mia vita.

  3. Forse allude alla “baronessa di Carini” con ambientazione Sicilia e non Umbria. Tra i protagonisti dello sceneggiato televisivo c’era Ugo Pagliai. In ogni caso è interessante quello che dice!

  4. Oh si, io ho le prove che davvero i nostri cari sono sempre accanto a noi. Più prova della voce registrata di mio figlio, voce da me riconosciuta e comparata da tecnici abilitati a quella precedentemente registrata durante la sua vita terrena….. E poi, portarsi a casa le cassette per riascoltarla ancora e ancora….. Mamme, non potremmo chiedere di più. POSSIAMO SOLO RINGRAZIARE COLUI CHE CI HA CONCESSO TUTTO CIO’ per alleviare un dolore infinito.

  5. Sicuramente la capacità umana e’ relativa rispetto al cosmo ma la curiosità scientifica non deve farci cadere negli abissi della fantasia, o sulle sensazioni, perché poi rischiamo di allontanarci dalla normalita’.La mente umana e’ altrettanto capace di trasformare le sensazioni in in una performance del tutto immaginaria e surreale e così cadiamo nell’allucinazione e psicosomatizziamo le sensazioni, perché ci sostiene moralmente e ci tiene calmi, e nella storia religiosa così facendo hanno solo danneggiato l’umanità. Io non nego che il mondo non è complesso anzi capacitarsi del mondo è fuori dell’intelletto umano, ma immedesimarci è veramente pericoloso e ingannevole. Ma rispetto tutti i pensieri.

  6. Il riposo è una condizione per noi che siamo di questa vita, tutto ciò che non è di essa è un territorio d’avventura dove ognuno può trovare quello che cerca, come una specie di effetto Rosenthal, o effetto sperimentatore (come ben insegna la psicologia). Ci sono delle condizioni, già dentro l’individuo, che possono sviluppare una fenomenologia che potrebbe far propendere per un ultra sensibile, o straordinario, o di altra dimensione non umana. Ma poi alla fine si scopre l’origine endogena, una specie di inconscia necessità personale di crearsi un mondo in cui rifugiarsi per non morire di sofferenza, di solitudine, di incomprensioni). Altre cose che si presentano sotto la parvenza del bello, del consolatorio, dello spirituale si è visto che inequivocabilmente hanno un origine dal Male assoluto, che all’inizio, per avvincere, dà l’illusione dell’armonia disperatamente cercata, ma nel prosequio può presentare una condizione che serve per alimentare qualcosa di vitale per la sua stessa misteriosa esistenza.( qui bisogna credere per fede e intelligenza all’esistenza di due poli opposti). Se si possiede la determinazione di credere in quel Dio a cui tutto, ma proprio tutto può essere ascritto, allora in questa determinazione o fede tutto può essere cercato, basta, nella maniera più fancullesca possibile chiederlo! Allora secondo schemi e vie che sfuggono ad ogni certezza di comprensioni si avrà ogni tipo di risposta o consolazione.

  7. Sarebbe bello se si potessero percepire presenze al di fuori del dolore che si subisce per la scomparsa di un proprio caro, ovvero forse il credito che diamo
    al pensiero e’ inferiore a quello che e’ veramente, anche senza effettivamente percepirlo.
    In secondo luogo, ma non per questo meno importante, sarebbe molto opportuno sapere e capire se il defunto ha la stessa voglia di avere e poi magari mantenere ancora un contatto con noi. Se loro entrano in una sfera di conoscenza molto superiore alla nostra, forse non hanno nessun interesse al contatto, in parole povere, anzi poverissimo come disquisire di Kant e Cartesio con uno studente delle elementari, non credete?

  8. Io ho perso mia madre 3 anni fa…E fin dal inizio ho avuto dei segnali fortissimi… lei mi fa capire la sua presenza mandandomi delle cose a forma di cuore… che trovo nei luoghi più strani… x questo capisco che si tratta di lei… sono convinta che la morte nn separe le persone, x me è inconcepibile pensare di essersi amati cosi tanto in vita e che poi con la morte finisce tutto. Ognuno di noi lascia un’energia su questa terra… è un continuo fluire di energia… è questo che diventiamo dopo… io ne sono convinta, niente potrebbe farmi cambiare idea.

  9. Ho perso mio figlio e credo che siano solo fantasie. La vita terrena non è altro che nascere e morire. Noi siamo solo delle macchine biologiche munite di di un cervello che elabora dati e sentimenti e con la morte finisce tutto. Vorrei crederci ma il mio dolore è così grande che non credo più a niente.

  10. Salve!!!!!Sono orfano di mio figlio da 7 anni.Condivido la stessa opinione di Giocondo del 10/12/2016.Posso aggiungere che siamo cronicamente in sindrome da astinenza “da contatto con i nostri figli”.La terapia ,quindi,dovrebbe essere quelle di avere contatti con i nostri cari.E molti in un modo o in un altro riescono ad attuarla.All’inizio ho anche criticato questi”fratelli nel dolore”,poi,ho chiesto scusa perchè ho capito che ci troviamo tutti in una situazione di “cerchi di guarire chi può” e tutto va bene.Ho sempre vigilato, per quanto possibile, che molti di noi non diventassero vittime di approfittatori di tale nostra debolezza.Sono,però,convinto che i nostri figli “sono ancora in noi”:il 50% del nostro corpo,dei nostri organi,tessuti e cellule è simile a quella dei nostri figli e sopratutto nell’area anatomica cerebrale dove albergano i nostri ricordi,emozioni.Secondo me coloro che vedono ,ascoltano,si sentono toccare dai loro figli non fanno altro che proiettare esternamente,inconsciamente, il loro incommenssurabile bisogno di contatto .

  11. Grazie Giacomo .la vita ci ha dato e ci ha tolto con l’inganno la serenità di invecchiare ed essere testimoni della naturalità che non è un padre a vedere la perdita di un figlio.ogni giorno che passa mi sento sempre più solo .Vivo solo perché devo farlo.

  12. Ciao Giocondo!Aggiungo che dobbiamo vivere anche per un senso di dignità.Ci sono sempre stati nelle storia umana situazioni simili alle nostre.Dobbiamo cavarcela anche noi.A me ha fatto molto bene seguire trasmissioni Tv come FOCUS e RAI STORIA,frequentare associazioni di mutuo aiuto.Recentemente con altri due amici “di sventura” abbiamo fittato una piccola villetta in un bosco:raccogliamo legna,zappiamo la terra ,cerchiamo di coltivare ortaggi o altro .ecc,ecc.La terapia e quella che ti dicevo ;ma l’impegno continuo ed il parlare e confidarsi continuamente con persone che ti capiscono,va bene lo stesso.Tu cerca sempre di resistere ,vedrai che il tempo ci aiuterà.Hai bisogno di sfogarti per ora e fallo anche continuamente.Vai nel boco e li grida il nome di tuo figlio e digli quello che vuoi .Fallo non ti preoccupare ,ti farà bene.La comunicazione interiore con tuo figlio è indispensabile.Io .tutte le sere, con il mio pensiero mi rivolgo direttamente a mio figlio ,una buona notte che si prolunga per 5 minuti almeno.Per me è una necessità ;mi fa bene .Ciao.

  13. Caro Giacomo, ogni giorno che passa e sempre più amaro .Sono passati 20 lunghi giorni e ancora devo tornare a lavorare ..la mia giornata cimitero casa .A casa non faccio altro che pensare a mio figlio.Aveva 24 anni era da poco tornato da quattro mesi di imbarco e questo era stato il suo primo imbarco da terzo ufficiale lavorava con la Grimaldi. Tornato a casa ha voluto realizzare il suo sogno comprarsi una motocicletta non ero d’accordo ma poi ho ceduto.Il 23 di novembre non si capisce come assieme a una persona che neanche conosciamo mentre erano a bordo della moto non si sa come mio figlio è saltato dalla moto andando a schiantarsi contro un palo di illuminazione stradale posto a limite marciapiede. L altro non si è fatto niente .Sono corso sul posto avvisato da un vicino e mio figlio era già senza vita.Non ti dico il dolore che ho provato .x tre ore e forse più mio figlio è rimasto li a terra e io e mia moglie che ci disperavamo.Non dimenticherò mai più quella scena. Poi x la magistratura in questi casi non è più mio figlio se lo sono tenuti circa sei giorni e poi mi hanno restituito mio figlio .Questi giorni sono stati ancora più tremendi anche perché non mi permettevano di dare a mio figlio la pace che meritava. Non so se c’è la farò a sopportare tutto questo dolore mi sono sempre detto se non puoi più vivere lasciati morire. Ma a mantenermi ancora in vita è la responsabilità che ho verso la mia famiglia. Grazie

  14. Ogni giorno ci imbattiamo in situazioni dove e facile arrabbiarsi e vedere tutto nero, si vorrebbe tanto serenità, possibilità e a volte ci lasciamo andare a atteggiamenti di disperazione delusione e altro. Poi però se in un batter d’occhio immaginiamo di perdere chi a noi ci sta più caro, ci diciamo “ma che imbecilli”, perché la cosa più importante è continuare a vedere in questo mondo i nostri più cari, sopratutto i figli. Arriva il panico del vuoto se immaginiamo il peggio, ci vorrebbe fede, si dovrebbe credere, e intravedere che il visibile non è tutto, ma che c’è molto di più. Quel di più dove forse il vero amore incondizionato sia la chiave x aprire porte invisibili

  15. Possiamo parlare parlare ma rimangono solo parole nel vuoto.la verità è una sola e non la scopriremo mai e sapete perché, non esiste più niente dopo la morte.Sono stato ora in chiesa x decidere la data del trigesto di mio figlio a dire la verità lo faccio solo x un atto dovuto a mio figlio ma in chiesa non mi sono sentito più a casa mia.La mia fede è scomparsa il mio amore è finito se mi si è voluto mettere alla prova con un prova così terribile si vede che io non sono stato all’altezza di superarla ma chi si è divertito sicuramente non sono stato io e chi ha pagato x ciò che è solo un gioco perverso è mio figlio. Che dire grazie ma sappi anche che hai perso x sempre me

  16. Salve. Io non ho perso un figlio ma il mio grande amore. Ho letto con emozione il dialogo tra Giacomo e Giocondo.
    Solo chi soffre può capire chi soffre.
    Un abbraccio forte.

  17. Caro Giocondo,ti rispondo in ritardo,scusami.Da medico sofferente ti dico che l’unica terapia che può salvarti è la terapia occupazioale:DEVI TORNARE IMMEDIATAMENTE A LAVORARE!!!Ascoltami,prova.All’inizio ti sembrerà che non ha senso,ma poi vedrai!!Sul lavoro avrai tutta la comprensione dei veri amici e colleghi.Intanto passa il tempo.La tua mente è rimasta bloccata al giorno del tragico evento.Devi organizzarti.Hai bisogno di sostegno psicologico e di “veri” amici e parenti che ti ascoltano.Frequenta subito un’associazione di auto-mutuo aiuto.Cerca di dormire .Prendi un sonnifero se è il caso.Consultati con medici di tua fiducia.Un abbraccio fraterno.

  18. Sono trascorsi circa 54 giorni dalla perdita di mio figlio il mio dolore aumenta sempre di più Sono tornato a lavorare da poco ma non riesco più ad essere me stesso e forse non lo sarò mai più.Mi guardo attorno e odio tutto quello che mi circonda e mi sento sempre più solo e più triste. Spesso mi metto a gridare a squarciagola il nome di mio figlio lo faccio quando sono in macchina.Non so se riuscirò più a uscirne. Non riesco a metabolizzare la mia tragedia.Mio figlio mi manca tanto e non accettero mai la sua perdita.

  19. Caro Giocondo,

    devi farti forza ed accettare il fatto che la tua vita è cambiata, ma può essere l’occasione di renderla ancora più bella, non credere mai che sia finita qui.
    Anche io ho perso qualcuno.
    I primi mesi è stato terribile perché ti senti impotente davanti queste tragedie.
    Poi ho voluto fare qualcosa, trovare un senso, provare ad elaborare tutto quello che mi stava mangiando dall’interno.
    Così mi sono messo in cammino, sul Cammino di Santiago, partendo dalla Francia.
    Quel cammino ti svuota la mente e nei primi giorni non pensi che possa servire a qualcosa ma almeno ti impedisce di pensare.
    Poi inizi ad apprezzare il senso del Cammino ed insieme ad esso il senso di ogni cosa.
    Non credevo che avrei trovato qualcosa alla fine, invece la mia vita è cambiata ed ora sono una persona nuova.
    Questo è il mio consiglio: non stare fermo, mettiti in cammino.
    Nulla sarà mai più come prima ma se cerchi il senso lo troverai.
    Uno dei motti del Cammino è: “il cammino non finisce dove finisce il cammino.”
    Questo vale anche per la nostra vita.
    Altra cosa curiosa è che sulla bandiera spagnola, fino alla scoperta delle Americhe, stante l’idea che oltre le colonne d’ercole non vi fosse più nulla, era scritto: “non plus ultra”, non più oltre.
    Oltre Santiago c’è il paesino di Finisterre, sull’oceano, all’epoca dei romani era considerata letteralmente la Fine della Terra (Finisterrae) perché il luogo più occidentale del continente europeo.
    Dopo la scoperta delle Americhe, la Spagna ha tolto semplicemente il “non” dalla bandiera.
    Quindi adesso è “Plus Ultra”: più oltre.
    Quando arrivi a Finisterre lo capisci, davanti a te l’oceano ma sai già che oltre l’orizzonte qualcosa esiste.
    Coraggio!

  20. Grazie. Oggi come tutti i giorni sono da mio figlio seduto su una lastra di marmo nero che sto odiando sempre di più. Si la mia vita è cambiata vorrei camminare, camminare e mai più tornare indietro. Ma non posso farlo ho il resto della mia famiglia a cui pensare e che ancora ad oggi non riesco a dargli la mia completa attenzione. La perdita di mio figlio e tutto quello che mi è caduto addosso è un peso che non riesco a sollevare. Tutti dicono che devo farlo ma nessuno mi da un aiuto concreto. Non ho un fratello le mie sorelle sparite nel nulla mio padre che con la sua compagna pensa alla pellacchia e pensate che non si è degnato di venire al cimitero o a casa a darmi un po di conforto. I mie cugini scomparsi. Le istituzioni e la religione assente. Ecco la realtà del mio dramma. E io oggi dovrei ancora credere. Ma in che cosa. Che oltre l’abbisso c’è speranza. So solo una cosa che il mio dolore solo chi l’ha vissuto sa veramente cosa ti fa e come ti rende ma nello stesso modo vedere un altro soffrire quello che lui hai sofferto e quasi un sollievo.

  21. Ciao Giocondo , scusami se sbaglio qualche parola, sono straniere io ho perso mio figlio il 3 agosto 2016 stroncato da una leucemia, aveva solo 11 anni e mezzo in un mese e 3 giorni e tornato a casa,prima o poi tutti torniamo a casa,noi siamo i figli delle stelle loso che e molto dificile credere a un mondo migliore pero Gio viene a trovarmi nel sogno qualche volta ed e sano e felice. Per me e molto difficile scrivere in italiano pero se vuoi possiamo sentirci per telefono, non voglio convincerti di niente voglio solo parlarti, ascoltare anche il tuo dolore.
    Aspetto una tua risposta ✌ pace e bene fratello ✌

  22. Mio fratello morto di leucemia a soli 33 anni… che dire tanto dolore e tanta voglia di credere che non finisce qua… io credo che noi non amiamo il corpo delle persone, ma amiamo qualcosa che non possiamo vedere, ed è proprio quello che non possiamo vedere che non finisce, solo che noi continuiamo a non vederlo.. chi la chiama anima, chi coscienza, io non so cos’è ma è quello che non morirà mai. Mi manchi tanto fratellino ..

  23. Ciao a tutti, qualche anno fa ho perso mio padre, il dolore è stato grande. Tutti noi nella vita dobbiamo fare i conti con la perdita di qualcuno, parenti, amori, amici.
    E poi perderemo noi stessi, inevitabilmente.
    Per quale motivo, però, non riesco a sentire il netto distacco?
    Come nella coppia esiste l’ innamoramento, una situazione intensa che non ci fa vedere nulla al di fuori della nostra sfera emotiva e poi si rimane innamorati, razionalizzando i sentimenti e ridistribuendo le parti. Ho usato questo esempio in quanto, personalmente, mi è successa una cosa analoga; Inizialmente il grande dolore, il non razionalizzare, non riuscivo a vedere il senso delle cose, i miei occhi erano ciechi. Poi pian piano ho cominciato a razionalizzare, ora anche se mio padre non lo posso più toccare, ascoltare, non posso ricevere una sua telefonata, non posso più sentire il suo odore, non lo sento distante. E’ una sensazione personale, non posso dire a nessuno che mio padre sia da qualche parte, ma sento che non mi è distante. E’ assurdo, ma spesso in alcune situazioni mi sento più forte perchè inconsapevolmente non mi sento più solo.
    Con questo non voglio assolutamente asserire nulla, volevo solo dare un contribuito a quelle persone che hanno perduto qualcuno che amavano raccontando una mia esperienza introspettiva.

  24. Un mese fà ho perso un caro amico fraterno.. 21 anni, bello come il sole, devoto a Dio, valori d’altri tempi, educazione e bontà da invidiare.. Un terribile incidente stradale ha stroncato la sua vita, C’è l hanno strappato via dalle braccia cosi all’improvviso che nemmeno abbiamo avuto il tempo di salutarci in questa inutile vita terrena.. Ed è proprio con queste disgrazie che si perde la fede.. Ti poni un milione di domande.. Come sono andate le cose? Ha sofferto tanto prima di morire? Perché dio non ha provato a salvarlo?perché proprio lui??? Ha lasciato un vuoto che mai si colmerá.. La sua assenza lacera il cuore.. Si sopravvive, ma non si vive più.. Nulla ha piu senso.. Vorrei fosse tutto un brutto sogno.. Non riesco ad accettare la realtà

  25. Rispondo non per mia esperienza diretta, ho letto molto e cerco di continuo fuori e dentro di me.
    Siamo in questa vita dimentichi della nostra vera natura per fare degli atti di esperienza che, sembrerebbe assurdo, abbiamo scelto noi di provare e le persone che nel bene o nel male incontriamo fanno parte di una grande cerchia di anime amiche che, come noi, hanno un ruolo personale o altruistico.
    Probabilmente alla morte fisica noi ci sveglieremo (o resusciteremo) nella nostra vera esistenza ricordando tutto all’ infuori della vita appena conclusa e potremo incontrare le anime care che ci hanno preceduto, valutando la nostra esperienza. Dall’ altra parte poi potremmo decidere se intraprendere altre esperienze di vita ove necessario per il nostro percorso evolutivo rinascendo (o reincarnandoci) in un corpo, di nuovo obliati dei ricordi, con un percorso definito da seguire, inevitabile.
    Probabilmente quello che troviamo ingiusto e crudele qui in questa vita ha un senso se fosse l’ unica vita, ma avrebbe senso guardando l’ intero ciclo di vite e rinascite a scopo evolutivo, dove le esperienze in todo, dalle belle alle brutte ci rendono via via piu completi fino al raggiungimento della perfezione dove le esperienze di vita non sono piu necessarie.
    E’ naturale perdere un genitore, è schiacciante perdere un figlio, ma leggendo moltissime esperienze di ipnosi regressiva, sembrerebbe che molte persone che ci circondano in questa vita sono state presenti nelle passate e, ove già specificato, a volte ci guidano quando ne rimaniamo orfani.
    La vita ha un senso quando è vissuta, le emozioni permeano la nostra coscienza, le parole e i concetti rimangono tali. A parole possiamo descrivere quanto potrebbe essere bello l’ amore o quanto può essere terribile la separazione ma solo sperimentandole direttamente capiamo veramente di cosa si tratta. Il tempo senza emozioni fa solo tic tac.
    Trovare qualcuno nell’ amore o nell’ amicizia o perdere qualcuno sono delle grandi prove; Cercare di non perdere se stessi e il proprio fulcro gravitazionale, riallineare la propria essenza cercando di mantenere un contatto interiore con il divino.

  26. Questa domanda viene posta molto raramente. Nell’aldilà ritroveremo gli animali che tanto abbiamo amato?

  27. Si….e´ stato accertato che anche gli animali possiedano un anima e pertanto essendo creature viventi con sentimenti, anche essi confluiranno nella stessa dimensione astrale come noi esseri umani…inoltre parlo per esperienza personale, visto che ho tre figli oramai gia grandicelli che nella attuale casa dove abitiamo hanno riferito l´esperienza plurima di avere avvistato gli spettri di cani di ogni altezza e colore di pelo vagare per la ns,. casa,,,cosa accertata ed appurata successivamente dal ns padrone di casa, dato che la sua defunta zia ne possedeva a iosa dentro la sua abitazione e giardino, essendo stata amante degli animali…….

  28. Grazie per tutte queste belle testimonianze, un dolore condiviso è meno pesante da portare.

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