“Fissare il Mercurio” nell’Essere Umano
di Patrizia Rocchinotti
In ogni essere umano esiste una parte sottile, mobile, sensibile, che cambia forma come l’acqua e come il vento.
È quella dimensione interiore che ci attraversa con emozioni rapide, intuizioni improvvise, pensieri che scorrono senza sosta. Una parte viva, preziosa, ma spesso difficile da contenere o comprendere.
Le tradizioni antiche l’hanno chiamata Mercurio: il principio della mobilità, della sensibilità, della reattività emotiva. Un elemento che ci rende profondi, intuitivi, creativi… ma che può anche disperderci, confonderci, o trascinarci in stati che non riusciamo a governare.
Quando parliamo di fissare il Mercurio, non parliamo di bloccare ciò che è vivo, né di reprimere ciò che sentiamo. Parliamo di un atto più sottile e più maturo: dare forma a ciò che è volatile, portare presenza dove c’è movimento, trasformare l’emozione in consapevolezza…































