L’Uomo, la Rete e l’Infinito
di Rita Remagnino
Le società dominate da principi utilitaristici o iper-tecnologici, sono destinate ad andare incontro all’irrazionalità, producendo di conseguenza un corpus magico tendente verso il basso che rende il Sacro una parodia di sé stesso.
Ne è un esempio il passaggio dalla poetica “noosfera” (ovvero la “sfera del pensiero umano”. L’attività intellettuale, la scienza e la tecnologia umana incidono in modo determinante sugli equilibri del pianeta.) di Vernadskij e Teilhard de Chardin alla scomposta “infosfera” – un termine reso popolare dal filosofo Luciano Floridi – che attualmente trasforma la verità in falsità.
Sempre di “sfere” concettuali si tratta, ma se la prima era in attesa della lenta evoluzione della coscienza prodotta dall’unione di tutte le interazioni tra menti umane, la seconda, mostrando una fretta indiavolata, pretende di condizionare pensieri e comportamenti su scala globale.
Nell’infosfera, l’IA assume un altro aspetto: smette di essere descrittiva (servizievole) e diventa prescrittiva (tirannica). Orienta, decide e condiziona in modo sbrigativo, quindi grossolano, rappresentando appieno la velocità che caratterizza i nostri tempi (es. social media, algoritmi, big data)…



































