La Percezione del Tempo
di Luciano Peccarisi
Ognuno di noi sperimenta due generi del passaggio del tempo, uno interno, nostro, privato, personale, soggettivo, che non passa mai in una sala di attesa ed è invece velocissimo nei momenti piacevoli. Quello esterno lo dobbiamo rispettare se non vogliamo perdere l’aereo…
C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
Ognuno di noi sperimenta due generi del passaggio del tempo, uno interno, nostro, privato, personale, soggettivo, che non passa mai nella sala di attesa o se assistiamo a un’opera noiosa, ed è invece velocissimo nei momenti piacevoli. Lo sentiamo continuo nella veglia di giorno e sballato nel sogno o nelle malattie psichiatriche….


























