Quando l’Essere Umano Smette di Essere una Funzione
di Riccardo Tavilla
Il cervello non genera la coscienza: ne è lo strumento di riflessione. Il pensare umano opera sul cervello come su uno strumento; non ne è il prodotto.
Viviamo in una civiltà che misura quasi tutto: prestazione, velocità, efficienza, produttività. Sempre più spesso il valore di una persona viene percepito attraverso ciò che produce, ciò che ottiene, ciò che riesce a dimostrare. Ma esiste una parte dell’essere umano che non può essere ridotta a funzione. Non tutto ciò che conta può essere ottimizzato. Non tutto ciò che è vivo può essere tradotto in rendimento.
Forse una delle crisi più profonde del nostro tempo nasce proprio da qui: dall’aver progressivamente confuso la coscienza con il meccanismo, la presenza con la performance, l’essere con il risultato.
L’essere umano non soffre soltanto per mancanza di risposte. Spesso soffre perché ha smarrito il contatto con le domande essenziali.
Che cosa significa essere veramente presenti? Che cosa rimane quando il ruolo sociale si indebolisce? Esiste nell’uomo qualcosa che non possa essere completamente assorbito dai processi economici, tecnologici e psicologici?…



























