È la Legge!
di Lorenzo Merlo
Punteggiatura di un arco che dai proclami del ‘Diritto alla felicità’ ci ha garantito la ‘Certezza della pena’.
I bambini la sentono dire, ma, presi dai giochi dell’età, non ci fanno caso. Però ne assimilano la formula finché poi, da grandi, dopo mille altre repliche subliminalmente ascoltate, determinati e convinti, la tirano fuori dal proprio cilindro obbligato dalla cultura nella quale sono cresciuti e che li ha forgiati. A quel punto, “è la legge del mercato”, non è più solo una semplice verità esistenziale sempre in bilico tra bisogno e disponibilità e neppure l’espediente usuraio di qualche canaglia coi gemelli e la Rolls, è l’aria, indispensabile alla vita.
Se la utilizzasse una madre nei confronti del figlio avremmo fatto dell’umanità un ‘Panopticon’ (*) da tutto esaurito da ergastolani in fasce.
Sul monolitico pilastro della legge del mercato sono state oligarchicamente elette le vie della colonizzazione. Per certuni, con boccoli e habit dégagé, non si trattava di nient’altro che un’ovvia conseguenza della propria superiorità e di quella del proprio popolo…



























