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La morte e le tappe successive del “viaggio” — 9 commenti

  1. Che articolo! Sono rimasta senza parole 🙂 Che cosa strana pensare di vivere nell’aldilà, cosa in cui credo ma mi chiedo il perchè di tutto questo Perchè c’è una vita in un’altra dimensione, a cosa serve? Scusate, ma forse qualcosa mi ha scosso…

  2. Cara Roberta,e’normale….
    Piu’che a cosa serve la vita in un’altra dimensione,credo occorra chiedersi perche’esista questa vita.
    Probabilmente,ma qui entriamo nel campo delle credenze personali, la vera vita e’l’altra e noi “scendiamo” qui in questa vita/piano come se scendessimo in “palestra”.
    A me piace pensare la vita fisica,questa che viviamo,insomma, cime una sala piena di attrezzi (esperienze)che altra funzione non hanno se non quella di migliorare la mia anima o il mio spirito anche se alcuni attrezzi/esperienze sono apparentemente improponibii o faticosi.
    Se cosi’fosse per tutti noi il compito sarebbe lo stesso ma da svolgersi in modi diversi e tutti assieme in tal modo potremmo innalzarci di livello come collettivita’al servizio dell’Universo.
    Ovviamente e’una visione personale,ma a me da conforto e dona calma.

  3. La domanda che mi pongo è la seguente: il corpo astrale del defunto è capace di vivere almeno all inizio tra i suoi cari o vengono separati?

  4. non resta altro da fare se non esercitarsi a diventare coscienti del proprio corpo astrale in modo tale che, una volta disincarnati, potremo interagire al meglio con le nostre paure ed ogni altra cosa che ci aspetterà su quel piano…anzi, pensandoci bene, è meglio che iniziamo già qui ed ora a lavorare sulle nostre paure 🙂 ed il resto delle nostre emozioni difficili

  5. bello,bello, ma come si fà, visto che non ce lo hanno insegnato, ad andare nel corpo astrale da vivi ?

  6. sono senza respiro…………ormai il mio UNICO PENSIERO è capire/scoprire dove si trova il mio AMATISSIMO PAPà ke mi ha lasciata il 23 gennaio e …cosa più importante……sapere se finalmente stà bene…….MI MANKI VITA MIA

  7. Ero già a conoscenza che i trapassati a volte ignorano di essere ” morti “! E sapevo anche che il nostro dolore può trattenerli e non farli evolvere! Credo che l’atto più amorevole che potremmo compiere ancora per loro, sia proprio lasciarli andare, ed inviargli il nostro Amore attraverso la preghiera ed il ricordo dell’affetto che ci ha uniti… Li ritroveremo…!!!

  8. Provo ad esprimere alcune considerazioni sull’argomento.
    Nel momento della morte, quando l’anima e i vari corpi spirituali che lo compongono (eterico, emozionale, mentale, astrale e tutti i corpi aurei superiori) lasciano il corpo fisico e rimangono ancora integrati tra loro per costituire lo spirito immortale dell’individuo, come si può immaginare una forma dello spirito stesso che è pura energia? Si potrebbe rispondere dicendo che le testimonianze dei medium danno indicazioni precise circa questa figura che appare come la copia trasfigurata e trascendente della persona scomparsa e che pensa e parla. Questa visione/interpretazione è molto diffusa ma non mi convince perché non tiene conto o sottovaluta la complessità e la finalità di tutte quelle forme di energia che compongono l’essere spirituale. Infatti a cosa servono queste energie? Come si può pensare che la pura energia possa avere le caratteristiche sensibili del corpo fisico quando non ci sono più i sensi del corpo stesso (vista. tatto. udito, ecc.)? Lo spirito vede, sente e riesce a comunicare con la mente umana in un altro modo. In questa logica non riesco a capire il motivo per cui uno spirito debba mantenere le proprie forme umane, anche se, in vita, queste non erano accettate dal proprio sé, e avere lo stesso tipo di emozioni e i sentimenti della vita vissuta precedentemente. Inoltre quale forma potrebbe assumere un bimbo appena nato o un corpo devastato da una malattia o dallo scoppio di una bomba? Io credo che nell’universo ogni vivente manterrà la sua individualità spirituale acquisita in terra per trasferirla in modo indelebile nell’universo. Noi umani con il nostro pensiero richiamiamo lo spirito ed è Il nostro pensiero che, ricordando la forma umana, consente all’energia individuale di manifestarsi nel modo che ci piace. Le anime dei nostri cari saranno presenti sempre ad ogni nostro richiamo e pensiero perché lo spirito che è in noi ha la capacità di comunicare con il loro spirito essendo della stessa natura. In questo senso io credo che la Perfezione Creativa sia una legge universale molto semplice per tutti gli esseri viventi e non viventi ed è finalizzata al raggiungimento dell’immortalità spirituale. Una soluzione meno complicata di quello ipotizzata nella letteratura esoterica. Certamente la reincarnazione potrebbe avere un significato per l’evoluzione dell’anima ma non dimentichiamoci che in questo universo non esiste solo l’uomo. La Creazione ha dato origine ad altre forme di vita altrettanto nobili e perfette che, secondo me, sono dotate delle stesse caratteristiche spirituali appartenenti all’essere umano, magari in misura più limitata. Probabilmente queste vite non hanno coscienza di sé né intelligenza ma hanno sicuramente uno spirito creativo molto efficace per l’evoluzione e la conservazione della specie che consente loro di reclamare una vita spirituale alla fine della loro esistenza.

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