Il Mondo Non è Come lo Vedi, è Come lo Filtri
di Accordatore d’Anima
Non stai vedendo la realtà, stai vedendo come sei configurato per interpretarla.

Non sei la realtà, non sei nemmeno ciò che pensi di essere. Sei un dispositivo psicofisico attraverso cui l’Uno fa esperienza da un punto preciso, una lente, non la luce. Tutto ciò che chiami “verità” è il risultato di come questa lente filtra, traduce, distorce.
Due persone nello stesso evento non vivono la stessa cosa. Vivono due interpretazioni, e quando discutono non stanno cercando la verità, stanno difendendo la propria configurazione.
E allora qualcuno chiede: “quindi il bene e il male non esistono?” Esistono, ma non come li immagini. Non sono leggi scolpite nella realtà, sono coordinate interne allo strumento, il modo in cui reagisci a ciò che accade in base a come sei strutturato. Ciò che per uno è crescita, per un altro è ferita, ciò che per uno è giusto, per un altro è errore, non perché tutto sia uguale, ma perché tutto viene tradotto.
La vera domanda non è più “cos’è giusto o sbagliato” ma “da dove sto guardando”, e ancora più in profondità: “perché dovrei accordarmi, per cosa, per chi?” Non per diventare migliore, non per piacere a qualcuno, non per aderire a un ideale: ti accordi per smettere di essere distorto, per vedere i tuoi automatismi mentre accadono, per riconoscere dove stai proiettando e dove stai semplicemente eseguendo uno schema.
E qui arriva la domanda che quasi nessuno osa: il libero arbitrio esiste davvero? La risposta più destabilizzante è: quasi mai come credi. Ogni scelta che chiami tua, nasce da un apparato che ha già deciso prima di te; corpo, mente, storia e frequenza ti spingono, ti orientano, ti predispongono. Tu senti di scegliere, ma la sensazione di scelta è solo il riflesso della tua configurazione. Quando pensi “io voglio, io decido”, stai osservando la tua lente che traduce impulsi, condizionamenti, paure e desideri accumulati, e la tua identità si prende il merito di decisioni già innescate.
Questo non ti rende inutile, ti rende non libero come pensi, ma responsabile come puoi diventare. Il libero arbitrio non è il potere di fare qualsiasi cosa, è la capacità di vedere come sei programmato e scegliere consapevolmente di smettere di essere la lente distorta. È il passaggio dal reagire automaticamente all’osservare, all’intervenire, al modulare lo strumento.
Accordarsi non ti restituisce la completa libertà, ti restituisce la possibilità di vedere e agire senza essere intrappolato dalla tua stessa programmazione. Solo quando lo strumento smette di identificarsi con ciò che accade, può partecipare davvero all’esperienza dell’Uno senza illusione di potere, senza illusione di controllo, senza illusione di scelta.
Il bene e il male smettono di essere una guerra e diventano segnali, indicatori, movimento. E il fine ultimo non è fuori, non è dopo, non è premio: è questo, l’Uno che si riconosce mentre guarda attraverso di te. E quando questo succede non diventi migliore, diventi lucido, e la lucidità, per molti, è molto più scomoda del bene e del male.

E allora qualcosa si ribalta ancora. Non è il bene, come lo hai sempre inteso, ad essere la verità, non è la morale, non è la regola. È l’amore. Non come sentimento, ma come struttura, come stato naturale non distorto dell’Uno.
E ciò che chiami male non è una forza opposta, è una contrazione, una separazione apparente, una distorsione della percezione. Non qualcosa da combattere, ma qualcosa da vedere per ciò che è.
Perché quando la distorsione si scioglie non resta il “bene”, resta ciò che è sempre stato. Amore.
Articolo di Accordatore d’Anima
Fonte: https://www.facebook.com/profile.php?id=61579099126211
















































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