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Commenti

Cosa accade dopo la morte: il Paradiso — 4 commenti

  1. Ritornare nell’uno equivale a morire ed è ciò che molte egregore si aspettano dalla maggior parte per ampliare il loro potere… lo scopo dell’evoluzione sarebbe? Visto oi dovresti che poi dovresti tornare all’origine annullando ciò che hai fatto? Parlare in termini umani di cosa avviene dopo l’evoluzione mi pare piuttosto assurdo, non si può minimamente immaginare cosa ci aspetti dopo…

  2. Ciao a tutti, ho già scritto ma non ho avuto risposta! Ho visto il film Nossolar, che parla dell’aldilà, lo descrive in una maniera bizzarra, devo dire che per chi, come me, fa fatica a credere ci sia un aldilà e non una fine, questo film rende ancora più difficile crederci! Chi lo ha visto? Mi dite quello che pensate del film e a proposito del passaggio dalla Terra all’aldilà? Il film è stato prodotto in seguito alla comunicazione di un uomo morto ed un sensitivo che è riuscito a mettersi in contatto con l’uomo, il quale gli ha descritto il luogo in cui è ora e il modo in cui si vive li. Mi chiedo: perchè ricorrere ad un sensitivo che comunica con qualcuno morto e non a qualcuno morto per poco e poi ritornato in vita che abbia avuto un’esperienza premorte? Sarebbe più veritiera la cosa, no?

  3. Risposta ad Antonella: Ma chi può dire con certezza che un’esperienza cosiddetta di premorte possa essere uguale alla morte definitiva dove non c’è più la possibilità comunicativa propria dell’individuo dotato di cervello e quindi di sensazioni. In altre parole una persona che sperimenta una fase ancora non ben conosciuta ed esplorata di sospensione temporanea di funzioni vitali non entra in uno stato finale a se stante del quale non si conoscono, e forse non si conosceranno mai, eventuali punti di contatto con uno stato solo sospensivo di vita biologica. Nessuno ancora può dire che non esista uno stadio sensitivo indipendente sia dalla normale vita terrena che dalla morte definitiva. In questa condizione si potrebbero sperimentare sensazioni che potrebbero attingere sia a una sorta di dotazioni culturali, etiche, filosofiche, che hanno formato l’individuo nel corso della sua vita, sia percepire in maniera vaga una realtà non propria dei nostri confini ma ancora non pienamente assimilabile visto che per essere in questa bisognerebbe definitivamente passare oltre, cioè morire! Alla luce di tutto questo, forse bisognerebbe non dare un valore assoluto di verità ad esperienze di premorte ne troppo credito a presunte esperienze extrasensoriali, e soprattutto vagliare bene il comportamento di tanti che si propongono come sensitivi!

  4. Considerando che Dio è soltanto Bene e Amore Assoluto mi viene difficile immaginare che possa permettere che sulla terra e fra gli uomini serpeggi sempre il male e allo stesso modo non si comprendono le gravi sofferenze per gli eventi naturali compreso l’evento della morte. Fatta questa premessa, penso che possa essere probabile che lo scopo della vita terrena consista nel foggiare la nostra anima per essere pronta ad una successiva e nuova dimensione e godere di una eterna e fantastica avventura ! ! !

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