La Biologia Umana Risponde ai Cambiamenti dell’Attività Solare e Geomagnetica
a cura di Cristina Bassi
Interessanti notizie (e per me confermative di mie osservazioni nelle variazioni “improvvise” delle condizioni del corpo) da un post in FB di Collective Evolution, che traduco nel seguito.
Si tratta di un’area di studio indubbiamente affascinante, che ci ricorda quanto sia profondo il nostro legame con tutto l’ambiente intorno a noi, anche se non ce ne rendiamo conto nel quotidiano. Anche un’ennesima conferma di come sopra (il cosmo)… cosi sotto (il corpo e l’essere umano). (Cristina Bassi)
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha riportato risultati in linea con un numero crescente di ricerche che suggeriscono un legame tra l’attività solare e geomagnetica e i cambiamenti nel sistema nervoso umano.
Da molto tempo gli scienziati riconoscono che tutti i sistemi viventi sulla Terra esistono all’interno di un campo costante di influenze elettromagnetiche invisibili, che coprono un’ampia gamma di frequenze.
Questi campi a volte in modi impercettibili, possono interagire con i processi biologici. Infatti, diversi ritmi fisiologici sembrano essere sincronizzati con i cicli solari e le fluttuazioni geomagnetiche.
Lo studio sottolinea che, mentre il corpo umano è strutturato per adattarsi a cambiamenti quotidiani e stagionali regolari, disturbi più intensi, come le tempeste geomagnetiche, possono mettere sotto stress i nostri sistemi di regolazione.
Questi disturbi sono stati associati a variazioni nei livelli di melatonina e serotonina, cambiamenti nella pressione sanguigna, impatti sulle funzioni immunitaria e cardiovascolare e persino effetti neurologici.
In che Misura la Nostra Salute è Influenzata da Forze a cui Raramente Pensiamo?
La ricerca sottolinea inoltre che durante i picchi di attività solare, che si verificano all’incirca ogni 11 anni, il sole rilascia livelli più elevati di radiazioni ultraviolette ed emissioni radio. Sebbene i meccanismi biologici esatti non vengano del tutto compresi, vi sono prove crescenti che questi cambiamenti solari e magnetici possano influenzare il comportamento e la fisiologia umana, in particolare i sistemi cardiovascolare e nervoso.
In questo studio, è stata monitorata per 31 giorni la variabilità della frequenza cardiaca di dieci partecipanti sani, di età compresa tra i 34 e i 65 anni . Ciò che è stato scoperto suggerisce che il sistema nervoso autonomo non si limita a reagire ai cambiamenti geomagnetici, ma può effettivamente sincronizzarsi con essi, comprese le frequenze di risonanza naturali come le risonanze di Schumann.
I ricercatori ipotizzano che ciò possa avvenire attraverso una sorta di risonanza tra i ritmi biologici umani e l’ambiente elettromagnetico terrestre. Una ricerca di follow-up che ha coinvolto oltre 100 partecipanti in diversi paesi, sembra confermare questi risultati, suggerendo che i ritmi cardiaci umani non solo possono allinearsi con questi modelli ambientali, ma anche mostrare segni di sincronizzazione su scala globale.
Nel seguito, alcuni passaggi direttamente dall’articolo della fonte International Journal of Environmental Research and Public Health.
La Reazione Anticipatoria che si Manifesta nel Corpo
Diversi studi precedenti hanno osservato una “reazione anticipatoria” nelle misure fisiologiche che può manifestarsi da 2 a 3 giorni prima dell’inizio delle tempeste magnetiche. Sono stati riscontrati cambiamenti significativi nella frequenza cardiaca, nella variabilità della frequenza cardiaca (HRV), nella pressione sanguigna, nella conduttanza cutanea e nei disturbi fisiologici soggettivi.
Questo effetto anticipatorio è stato osservato per la prima volta da Chizhevsky negli anni ’20, prima che si conoscessero le emissioni ad alta frequenza come i raggi X e le frequenze gigahertz (flusso radio solare) irradiate dal sole.Egli suggerì che una qualche radiazione sconosciuta proveniente dal sole fosse responsabile di questo effetto anticipatorio.
L’aumento delle radiazioni prodotte dalle espulsioni coronali raggiunge la Terra in 8 minuti, mentre l’aumento della densità e della velocità del vento solare impiega diversi giorni per raggiungere la magnetosfera terrestre, provocando una tempesta magnetica, il che spiega le prime osservazioni di un effetto anticipatorio.
Stoupel et al. hanno correlato l’aumento dell’attività geomagnetica, unito ad alti livelli di raggi cosmici, con un aumento del numero di emergenze e decessi durante questi periodi, compresi gli aumenti di morte cardiaca improvvisa e ictus cerebrali.
Frequenze Schumann e Correlazioni nel Corpo
È stata prestata molta meno attenzione ai potenziali legami tra le onde a frequenza ultra bassa (ULF) e la salute o le funzioni fisiologiche. La fonte più comune di onde a frequenza ultra bassa è costituita dalle risonanze delle linee di campo, che presentano le ampiezze maggiori tra le onde magnetiche presenti nella magnetosfera.
Alla fine degli anni ’50, Schumann e Koenig misurarono una serie di frequenze compatibili con il modello matematico che prevedeva una risonanza tra la cavità terrestre e quella ionosferica.
La frequenza della prima risonanza di Schumann (SR), come viene ora denominata, è di circa 7,83 Hz, con una variazione (giorno/notte) di circa ±0,5 Hz. Le altre frequenze SR sono ~14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hz, che si sovrappongono strettamente alle onde cerebrali umane, come le alfa (8-12 Hz), le beta (12-30 Hz) e le gamma (30-100 Hz).
Questa somiglianza tra le frequenze prodotte dal cervello e le SR e la tendenza dei ritmi dell’elettroencefalogramma a sincronizzarsi con l’attività delle SR, è stata segnalata per la prima volta da Koenig.
Pobachenko et al. hanno monitorato le SR e gli EEG (elettro-encefalo-gramma) di 15 individui per un periodo di sei settimane, scoprendo che le variazioni nell’EEG erano correlate ai cambiamenti delle SR nel corso del ciclo giornaliero, e che le correlazioni più forti tra EEG e SR si verificavano durante i periodi di maggiore attività magnetica.
Anche Persinger et al. hanno studiato l’attività EEG e le SR in tempo reale, dimostrando che diverse frequenze delle SR sono chiaramente rilevabili nei profili spettrali dell’attività cerebrale umana. Nei loro studi, hanno scoperto che la potenza all’interno dei profili spettrali dell’EEG presentava periodi ripetuti di coerenza con le prime tre frequenze di risonanza SR (7-8 Hz, 13-14 Hz e 19-20 Hz) in tempo reale.
Ciò suggerisce che i cambiamenti nei parametri SR sono correlati ai cambiamenti nel vento solare e che la radiazione solare può influenzare l’attività cerebrale, comprese le modulazioni nella cognizione e nel consolidamento della memoria.
Conclusioni
I risultati di questo studio sono in linea con quelli di altre ricerche che dimostrano come le variazioni dell’attività solare e geomagnetica siano correlate alle variazioni dell’attività del sistema nervoso umano.
Nel complesso, lo studio suggerisce che l’attività quotidiana del sistema nervoso autonomo non solo risponda alle variazioni dell’attività solare e geomagnetica, ma sia anche sincronizzata con i campi magnetici variabili nel tempo, associati alle risonanze delle linee di campo geomagnetico e alle risonanze di Schumann.
Una probabile spiegazione di come i campi solari e geomagnetici possano influenzare l’attività del sistema nervoso umano è attraverso un accoppiamento risonante tra i nostri sistemi nervosi e le frequenze geomagnetiche (onde di Alfvén), o onde stazionarie a frequenza ultra bassa nella cavità risonante terra-ionosfera (risonanze di Schumann) che si sovrappongono ai ritmi fisiologici.
Articolo a cura di M.Cristina Bassi
Fonti originali:
– https://www.facebook.com/photo?fbid=1394806236026452&set=a.634822885358128
– https://www.mdpi.com/1660-4601/14/7/770
Traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net


















































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