Dr David Leong: la Nostra Consapevolezza Può Entrare in Altre Dimensioni Mentre Sogniamo
di Stav Dimitropoulos
“I sogni potrebbero essere finestre su realtà distinte, governate da leggi proprie, in cui la mente, libera dai vincoli della veglia, può esplorare e interagire con nuove forme di esistenza”.

L’articolo che traduco nel seguito da “Popular Mechanics” mi capita sottomano in modo molto sincronistico, poiché stavo facendo le stesse riflessioni esposte dal qui citato dr Leong. Per la mia osservazione “trascendente” e non solo “psicologica” e partendo dalla esperienza, esistono vari “mondi”/dimensioni parallele. Ovviamente la scienza mainstream non conferma, ma le osservazioni e argomentazioni a favore, qui esposte… sono interessanti. (Cristina Bassi)
Quante volte ti sei svegliato avvertendo euforia o un senso di profondo disturbo da un sogno così vivido da sembrare indistinguibile dalla realtà? Quel tipo di sogno che ti rimane impresso. Forse noti dei motivi ricorrenti: luoghi specifici, volti, simboli o persino scenari fantastici.
Sei pronto a liquidarli come stranezze psicologiche del cervello e, molto probabilmente, a metà giornata ti sarai già dimenticato di quei sogni. E se invece i tuoi sogni non fossero solo capricci della mente assonnata?
E se fossero scorci rivelatori di un regno speculare in cui la tua coscienza vaga? Andando persino oltre, forse i sogni ricorrenti suggeriscono una connessione con un’altra realtà. Per David Leong, PhD, studioso con specializzazione in metafisica ed epistemologia (lo studio che distingue l’opinione dalla credenza giustificata), questa potrebbe non essere solo un’ipotesi interessante, ma la verità.
“I sogni potrebbero essere finestre su realtà distinte, governate da leggi proprie, in cui la mente, libera dai vincoli della veglia, può esplorare e interagire con nuove forme di esistenza”, afferma Leong, professore onorario alla Charisma University delle Isole Turks e Caicos, in un’intervista rilasciata nel 2024 a “Popular Mechanics”.
La sua ipotesi si basa sull’interpretazione dei “Molti Mondi” della teoria quantistica, secondo la quale ogni decisione o evento crea realtà ramificate: una serie infinita di universi paralleli. Leong applica questa idea alla coscienza. Egli ipotizza che il sonno riduca l’influenza dei nostri sensi fisici e della mente razionale, dando alla coscienza la libertà di aggirare i consueti confini del tempo e dello spazio.
Anche se gli studi scientifici, attualmente, non supportano questa idea, secondo Leong i sogni potrebbero fungere da portali verso altre versioni di noi stessi esistenti in altre dimensioni.
“A livello macroscopico, partiamo dal presupposto che gli oggetti abbiano proprietà fisse come la posizione o la velocità. Ma gli esperimenti quantistici mettono in discussione questa ipotesi”, spiega Leong. L’effetto osservatore – secondo cui il semplice fatto di osservare un sistema quantistico può influenzarne lo stato – dimostra che la realtà è molto più fluida di quanto sembri. “Vedere per credere” può essere vero nel nostro mondo quotidiano, suggerisce Leong, ma a livello quantistico questo principio crolla, mutando probabilmente in base all’interazione dell’osservatore.
Nel 2022, i fisici Alain Aspect, John F. Clauser e Anton Zeilinger hanno vinto il Premio Nobel per il loro lavoro pionieristico sull’entanglement quantistico. I loro esperimenti hanno messo in discussione la nozione classica di realismo locale, ovvero la convinzione che le proprietà fisiche esistano indipendentemente dall’osservazione. Hanno dimostrato che le particelle, anche quando separate da grandi distanze, possono influenzarsi a vicenda istantaneamente. Questo fatto suggerisce una realtà molto più interconnessa e flessibile di quanto gli scienziati avessero precedentemente pensato.
Partendo dalle loro ricerche, Leong approfondisce il concetto di coscienza “locale” e “non locale”. La coscienza locale dipende dai nostri cinque sensi ed è plasmata dagli stimoli sensoriali che il corpo riceve. La coscienza non locale, invece, trascende i sensi, consentendoci di sperimentare “realtà più ampie e intrecciate”, afferma.
Questo concetto è in linea con idee speculative come il “panpsichismo”, in cui la consapevolezza è considerata una caratteristica fondamentale dell’universo stesso, dice. Per quanto possa sembrare affascinante, tuttavia, non tutti i sogni fungono da portali di linee temporali parallele. La chiave qui è se i sogni si ripetono. “I sogni ricorrenti, specialmente quelli con scenari vividi e coerenti, potrebbero suggerire connessioni più profonde con altre realtà”, sostiene Leong.
D’altra parte, i sogni legati alle esperienze personali spesso sembrano sconnessi, con una distorsione del tempo. I sogni più surreali e incomprensibili sono probabilmente il subconscio che elabora la tua vita qui sulla Terra, afferma. Ma, se ti sembra di visitare il sogno piuttosto che immaginarlo – come uno spettacolo teatrale con un inizio, una parte centrale e una fine – probabilmente stai visitando un altro mondo, secondo l’ipotesi di Leong.
Leong suggerisce inoltre che le emozioni intense presenti nei sogni ricorrenti potrebbero fornire indizi cosmici: segnali di come un’altra versione di te stesso, stia vivendo la vita in un mondo parallelo. “Diciamo che hai un sogno ricorrente in cui sei bloccato al liceo”, propone. “Sebbene possa riflettere temi psicologici irrisolti, come stati d’animo di stagnazione o ansia riguardo alla crescita personale, potrebbe anche indicare che in un’altra realtà sei ancora al liceo, alle prese con le stesse sfide che il tuo io da sveglio ha superato.”
Questa risonanza emotiva – come la frustrazione di essere bloccato – potrebbe propagarsi attraverso le dimensioni, creando un circolo vizioso tra la tua mente cosciente qui, e uno dei tuoi alter ego altrove. Tuttavia per quanto affascinante possa essere questa ipotesi, si scontra con un problema significativo: non esistono prove empiriche a sostegno.
I fenomeni quantistici, come l’entanglement e la “non località”, mettono in discussione le nostre concezioni tradizionali di tempo e spazio. Tuttavia, nessuno studio scientifico sostiene in modo conclusivo l’idea che i sogni siano portali verso altri mondi. La neuroscienza e la scienza cognitiva tradizionali, d’altra parte, considerano questa ipotesi eretica, se non addirittura antiscientifica.
La teoria dell’attivazione-sintesi, ad esempio, vede i sogni come il tentativo del cervello di dare un senso all’attività neurale casuale durante la fase del sonno con movimenti oculari rapidi (REM). È il momento in cui il cervello è altamente attivo, si verificano sogni colorati e il corpo sperimenta una paralisi muscolare temporanea.
Non c’è alcuna prova di uno sguardo in altre dimensioni. Allo stesso modo, la teoria del consolidamento della memoria inquadra i sogni come uno strumento per organizzare le esperienze quotidiane in ricordi a lungo termine, non come interazioni con differenti “sé”.
La teoria della simulazione della minaccia sostiene che i sogni abbiano uno scopo biologico legato alla sopravvivenza, aiutandoci a mettere in pratica le risposte al pericolo; e anche in questo caso, non c’è alcun collegamento cosmico.
Inoltre, quasi tutte le scuole di pensiero più importanti della psicologia moderna rifuggono dalle spiegazioni metafisiche. Il comportamentismo, ad esempio, considera i sogni come sottoprodotti di comportamenti appresi, condizionamenti o stimoli sperimentati durante la veglia, senza offrire alcun significato più profondo. Alcuni psicologi affermano che i sogni siano espressioni di conflitti irrisolti o di parti non integrate del sé. Persino gli psicoanalisti più “liberali” rimangono concentrati sul significato personale dei sogni.
Sigmund Freud considerava i sogni come la “via maestra per l’inconscio”, che riflettevano desideri e conflitti nascosti. Carl Jung, psicologo, psichiatra e psicoterapeuta svizzero, offrì una prospettiva più metafisica, proponendo che i sogni ci connettano a un archivio collettivo di esperienze archetipiche condivise da tutti gli esseri umani. Tuttavia, non insinuò mai che i sogni fossero porte d’accesso ad altre realtà.
Nel suo libro del 2021, “Dream It to Do It” (Sognalo per realizzarlo), lo psicologo e medico Howard Eisenberg esplora l’intersezione tra psicologia, fisica quantistica e coscienza. Suggerisce che ciò che percepiamo come realtà potrebbe essere un’illusione collettiva, alimentata dalla cieca fede del mondo accademico occidentale nell’osservazione empirica. In linea con il pensiero di Leong, Eisenberg sostiene che la percezione stessa potrebbe essere responsabile della costruzione della solidità della nostra realtà. “Per quanto strano possa sembrare, siamo noi ad essere intrappolati in uno stato onirico”, aggiunge Eisenberg.
Se i sogni fossero davvero portali verso altri mondi, cambierebbero il nostro modo di vivere. “Ogni volta che dormiamo, non ci limiteremmo a riposare, ma esploreremmo. Vivremmo versioni alternative di noi stessi, compiendo scelte che si ramificano in innumerevoli realtà”, afferma Leong.
Il tempo si confonderebbe tra passato, presente e futuro, e tra le dimensioni. Anche la morte potrebbe perdere il senso di un atto conclusivo: “Forse non la vedremmo come la fine, ma come una transizione, un altro percorso verso una nuova realtà, dove la coscienza continua ad evolversi”, spiega.
Per logica conseguenza, la vita stessa risulterebbe più ricca, come un dinamico puzzle di possibilità, che ci spingerebbe a correre rischi, esplorare nuove vie e vivere con la consapevolezza che le azioni plasmano non solo questa vita, ma infinite versioni di noi stessi in molteplici realtà.
Ogni decisione o evento potrebbe aprirsi in un nuovo atto nella narrazione in continua evoluzione della nostra esistenza. E se una mossa audace o avventata portasse a una catastrofe qui, beh, ci sarebbero ancora innumerevoli altri sogni da vivere.
Articolo di Stav Dimitropoulos
Fonte originale: https://www.popularmechanics.com/science/a70869079/your-consciousness-enters-other-dimensions-while-dream/?utm_source=firefox-newtab-en-gb
Traduzione e Introduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
Fonte: https://www.thelivingspirits.net/dr-david-leong-la-nostra-consapevolezza-puo-entrare-in-altre-dimensioni-mentre-sogniamo/













































Commenti
Dr David Leong: la Nostra Consapevolezza Può Entrare in Altre Dimensioni Mentre Sogniamo — Nessun commento