La Cieca Fiducia nei Medici è un Abbaglio Pericoloso. Ritornare alla Capacità di Autoguarigione
a cura di M.Cristina Bassi
Aggrapparsi a queste illusioni provoca danni continui. Il momento del risveglio è adesso.

Inge Jarl Clausen, è l’autore dell’articolo che traduco nel seguito, pubblicato sul blog austriaco TKP. Clausen è terapeuta di Vegetative Training, ha oltre 20 anni di esperienza nello sport professionistico internazionale. Ha lavorato in Parlamento a Oslo per 15 anni ed ha creato profili psicologici dei politici, per prevedere le loro azioni effettive una volta in carica.
Nel suo articolo ci parla del fallimento presente della categoria professionale medica, per scandali e corruzione e impotenza; esorta a non fidarsi ciecamente dei medici, ma a riporre fiducia nell’autoguarigione del corpo umano. Prospetta una realtà post medica, senza medici accademici, per superare il paradigma dualistico che ci piove dall’alto. (M.Cristina Bassi)
“Il privilegio di decidere sulla salute e la malattia è andato perso e la categoria medica viene abbattuta dai propri fallimenti, scandali, impotenza e insignificanza. La professione medica, a lungo circondata dall’Aura di autorità scientifica e benevolenza morale, si rivela una delle istituzioni più persistenti e distruttive della storia.
Lungi dall’essere un nobile custode della salute, la medicina moderna – radicata in un modello biomedico imperfetto – rappresenta una profonda minaccia per il benessere umano. Ignora sistematicamente la complessità degli organismi viventi, impone una tirannia del controllo dall’alto verso il basso e infligge danni con il pretesto della competenza professionale.
Questo sistema è caratterizzato da una profonda corruzione, da un distacco psicopatico dalla sofferenza umana e da un ostinato rifiuto di cambiare, anche se distrugge l’autoregolamentazione naturale e provoca vergogna diffusa tra coloro che la mettono in discussione.
Come dettagliato nella critica astuta del Dr. Gerd Reuther, nel suo libro “Heilung Nebensache eine kritische Geschichte der europäischen Medizin von Hippokrates bis Corona” (“Guarigione, fattore collaterale. Una storia critica della medicina europea da Ippocrate al Corona”), l’epoca dei medici ha superato il periodo del suo massimo splendore. La professione si autodistrugge attraverso i propri fallimenti, scandali e irrilevanza.
Al centro di questo pericolo c’è il dualismo riduttivo del modello biomedico, ovvero la separazione artificiale tra corpo e mente, che vede l’uomo come una macchina fatta di parti isolate, distaccate da sentimenti, autoregolazione, coscienza, relazioni e interazioni con l’ambiente.
Questa meccanicistica visione del mondo estingue l’autoregolazione innata dell’organismo, patologizza le normali risposte emotive e fisiologiche e allo stesso tempo medicalizza la vita di tutti i giorni. Le esperienze umane e la saggezza olistica non sono solo trascurate, ma vengono deliberatamente soppresse a favore di interventi dall’alto verso il basso.
Si elimina una comprensione integrativa della salute, quella che nasce da esperienze di vita interiorizzate. Così ai medici manca un quadro coerente per una vera guarigione. Questo riduzionismo dualistico non è una scienza neutrale, piuttosto un’ideologia pericolosa intrecciata con la psicopatia: un distacco freddo e orientato al profitto che pone il controllo e il guadagno finanziario al di sopra della vitalità umana.
I medici e le istituzioni mostrano spesso un insensibile disprezzo per i danni iatrogeni (causati dall’internamento medico) e applicano politiche che servono più all’industria che ai pazienti. Il risultato è un sistema che fa vergognare le persone per “non essere conformi”, per fidarsi dei segnali di autoregolazione del proprio corpo o per cercare alternative al di fuori della narrativa riconosciuta.
Questa manipolazione psicologica promuove la dipendenza, il senso di colpa e l’impotenza e distrugge ulteriormente l’autoregolazione, poiché le persone si distaccano dalla loro innata intelligenza di guarigione e la trasferiscono ad autorità esterne.
Una Storia di Danni, Tirannia e Rifiuto di Cambiare

Il bilancio di successo della professione medica rivela un modello secolare di distruzione iatrogena. Dalla sua istituzionalizzazione da parte della Chiesa cattolica nel 12° secolo, che si concentrava più sul controllo che sulla cura, alla soppressione di erboristi e ostetriche durante le persecuzioni contro le streghe, la medicina ha funzionato come uno strumento di tirannia.
Salasso, metalli tossici e operazioni inutili, indebolivano i pazienti e aggravavano le malattie, mentre ai sopravvissuti si raccontava che avevano sconfitto la malattia (e il “trattamento”). I secoli 19° e 20°, portarono assicurazioni obbligatorie, marketing farmaceutico di massa ed epidemie inventate, mentre la categoria professionale nonostante crescenti prove del suo fallimento, rifiutava significative riforme.
La corruzione è profonda: i medici diventarono servi delle élite e dell’industria, prescrivendo farmaci altamente redditizi e spingendo per interventi non necessari. Scandali come la “talidomide” (focomelia) hanno scoperchiato questo modello, ma persistono “ricerche comprate” e conflitti di interesse.
Il rifiuto di cambiare sé stessi è sistemico: gli interessi radicati proteggono il paradigma dualistico a tutti i costi, puniscono chi la pensa diversamente e si aggrappano a modelli obsoleti, anche se si rivelano fatali. Le direttive dall’alto prevalgono sul giudizio clinico e sull’autonomia dei pazienti, trasformando l’assistenza sanitaria in un meccanismo di controllo sociale.
C****-19: lo Smascheramento Finale della Tirannia e della Distruzione
L’era C**** ha ben chiarito tutti questi pericoli. I test PCR e le linee guida dettate dall’Industria hanno reso i medici semplici funzionari in un apparato corrotto. Incentivi finanziari, pressioni politiche e campagne basate sulla paura hanno creato una tempesta perfetta di tirannia: conformità di massa, imposta con la vergogna, la censura e conseguenze professionali.
I “va**ini” e le varie misure hanno ignorato la capacità di autoregolazione del corpo, minando l’immunità naturale e allo stesso tempo arricchendo il complesso medico-industriale. La maggior parte dei medici, intrappolati in una logica istituzionale psicopatica, hanno posto potere e profitto al di sopra del “Giuramento di Ippocrate”.
Questa non era un’anomalia, ma il risultato logico di un sistema dualistico, dall’alto verso il basso, che distrugge la fiducia in sé stessi e la resilienza umana.
I Pericoli Più Profondi: Vergogna, Dipendenza e Perdita della Capacità di Agire
La fiducia cieca nei medici mina la nostra capacità fondamentale di autoguarigione. Nel momento in cui il sistema patologizza le emozioni, le normali fluttuazioni e i processi naturali, esso genera vergogna e dà ai pazienti la sensazione di essere in difetto quando ascoltano il loro corpo o resistono agli interventi.
Questa distruzione dell’autoregolazione promuove una società malata e dipendente: troppi test, troppi farmaci e alienazione dalla natura. La psichiatria estende etichette alla vita di tutti i giorni; le specializzazioni sugli organi rompono la comprensione olistica.
Il nucleo psicopatico – distaccato dall’esperienza vissuta – sostiene la corruzione e la tirannia, rendendo la medicina uno strumento di controllo anziché di auto-potenziamento.
Verso una Realtà Post-Medica
Per la reale salute, un mondo senza medici accademici potrebbe essere essenziale. Dobbiamo rifiutare il paradigma dualistico e corrotto e tornare ad approcci basati su sistemi viventi, autoregolazione e saggezza olistica.
Il “Training vegetativo” e metodi simili rendono omaggio all’organismo come un essere senziente intelligente che interagisce con la natura, contrastando così la tirannia dall’alto verso il basso che sono secoli che è prevalente.
Non fidatevi ciecamente dei medici. Mettete in discussione ogni diagnosi, ogni linea guida e ogni affermazione di “sicurezza ed efficacia”. Richiedete prove di un beneficio reale ed olistico piuttosto che di una manipolazione statistica.
Date priorità all’autopercezione, all’autoregolazione, all’intelligenza emotiva, all’armonia con l’ambiente e alla resilienza innata. I medici non sono semidei; molti sono ben intenzionati ma intrappolati in un sistema in bancarotta. Questi pericoli della medicina: morte iatrogena, alternative represse, medicalizzazione sociale e alienazione spirituale, sono aspetti troppo gravi per essere ignorati.
Aggrapparsi a queste illusioni provoca danni continui. Il momento del risveglio è adesso.”
Articolo di Inge Jarl Clausen
Fonte originale inglese: https://vegetativetraining.wordpress.com/blind-trust-in-doctors-is-a-dangerous-delusion/
Fonte per la traduzione: https://tkp.at/2026/06/14/blindes-vertrauen-in-aerzte-ist-eine-gefaehrliche-taeuschung/
Traduzione: M.Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net (https://www.thelivingspirits.net/category/riequilibri/scio-trattamenti/)




















































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