Sezione: Robert Monroe
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Il Mondo Astrale di Robert MonroeCon i suoi appunti e le sue riflessioni, Robert Monroe voleva prima di tutto riportare ed analizzare le sue insolite esperienze, soggettive ma non uniche nella storia degli uomini, senza necessariamente affermare delle verità assolute. Al fine di poter esprimere i concetti necessari, coniò liberamente alcuni nomi molto intuitivi, come ad esempio Secondo corpo, o Secondo stato, per definire lo stato di “scorporazione”. Monroe, tuttavia, non si volle mai porre come un esperto conoscitore della materia. Nel suo libro “I miei viaggi fuori dal corpo”, egli dichiara apertamente di non essere in grado di comprendere o spiegare certe sue esperienze, anche per la mancanza di una preparazione specifica, sia in campo esoterico che ovviamente in campo medico e fisico. Auspicò quindi che scienziati e medici prendessero in considerazione la possibilità di studiare il suo caso, ma almeno inizialmente suscitò da parte di questi, più che altro scetticismo o derisione.

Quindi coniò una propria terminologia, per nominare elementi e concetti. Il Corpo Astrale era per Monroe il Secondo corpo, mentre chiamò lo stato di coscienza alterato, in cui si trovava dopo che erano sopraggiunte le vibrazioni – e che gli permetteva di muoversi con il Secondo corpo – Secondo stato. Il viaggio astrale fu chiamato esperienza fuori dal corpo, in inglese Out of Body Experience (sigla OBE o OOBE). Il piano astrale della tradizione esoterica, con Monroe assunse una connotazione più complessa, perché Monroe riportava in modo diretto, resoconti dettagliati delle sue esperienze “reali” e questa realtà gli si presentava con contesti articolati e piuttosto difficili da definire e razionalizzare.

Il mondo astrale, fu descritto da Monroe come suddiviso in diverse localizzazioni. La Localizzazione 1, ad esempio, rappresentava il nostro stesso mondo fisico, che visto da parte di chi è fuori dal corpo appare più vago e spesso annebbiato dalle proprie stesse illusioni. Monroe riferisce della sua difficoltà nel rimanere in Localizzazione 1, tanto da affermare che esso non è l’ambiente naturale per chi è fuori dal corpo. É piuttosto la Localizzazione 2, il luogo ideale della coscienza quando si libera dal corpo, un “posto” dove volontà e desiderio sono le vere forze motrici e dove i punti di riferimento sono le persone, più che i luoghi stessi. Monroe descrive anche una Localizzazione 3, un luogo dove a volte si ritrova come calato in un altro sé stesso, in una società diversa da quella terrestre. Durante una sua visita in questo luogo, Monroe poté osservare un treno simile ai treni terrestri e alcuni addetti che trasportavano uno strano combustibile ribollente. Dopo essersi accuratamente informato, seppe come sulla terra non fosse mai esistito un tale tipo di combustibile e una tecnologia come quella osservata, la quale non sembrava né più arretrata né più avanzata di quella terrestre, ma tuttavia diversa!

Riguardo a queste diverse localizzazioni, Monroe stesso esprime il dubbio che siano effettivamente  luoghi diversi da quello fisico, ipotizzando piuttosto che possa trattarsi di un’altra dimensione del mondo fisico stesso, una dimensione che esiste, ma solamente per chi è in grado di raggiungere un certo determinato stato di coscienza. Secondo questa interpretazione quindi, le diverse localizzazioni, corrisponderebbero ad altrettanti stati di coscienza della mente umana.

Articolo di Mauro Vanzini
tratto da “I miei viaggi fuori dal Corpo”, di Robert Allan Monroe

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Articoli nella sezione: Robert Monroe

Robert Monroe

I meravigliosi viaggi astrali di Robert Monroe
Robert Monroe ha descritto nei suoi libri centinaia di meravigliosi viaggi astrali, viaggi della coscienza verso e oltre un altro mondo, un mondo immensamente più grande di quello in cui viviamo, un mondo infinito. Ogni singola esperienza di Monroe poteva durare da pochi secondi fino a molte ore, poteva essere il frutto di uno sforzo volontario, oppure un episodio spontaneo. L’esistenza di un mondo non fisico e di altre dimensioni sembra impossibile, tuttvia anche chi è scettico ammetterà, come almeno nell’immaginazione, tutto possa esistere e potrà allora provare ad immaginarsi che cosa sia veramente un luogo, dove ogni angolo è contemporaneamente un piccolo pensiero e un immenso universo, dove il tempo sembra non esistere, … leggi tutto

Esperienze fuori dal corpo (OBE): primi resoconti

Nella primavera del 1958, Robert Monroe incominciò ad avere i primi “sintomi” inspiegabili relativi a quei fenomeni di scorporazione, che da quel momento in poi non lo abbandoneranno più. Di notte, mentre si stava addormentando, o anche di giorno, magari durante un sonnellino pomeridiano, percepiva delle forti vibrazioni in tutto il corpo. Non si trattava di brividi o tremolii fisici, bensì di una sorta di corrente elettrica che lentamente pervadeva il suo corpo, non facendolo dormire e pilotandolo verso quelle stravaganti esperienze, di uscita della coscienza al di fuori del corpo fisico. Malgrado ciò, fin dalle sue prime esperienze fuori dal corpo – in inglese Out of Body Experiences o OBE  – Monroe mantenne un atteggiamento equilibrato e razionale. La … leggi tutto

La mano sotto il pavimento

Una notte molto tardi, Monroe ebbe uno strano sogno ad occhi aperti. Era sdraiato sul suo letto senza riuscire a prendere sonno. Ancora una volta, comparvero con forza le solite vibrazioni che ormai da mesi lo disturbavano. Sua moglie dormiva al suo fianco, e fuori dalla finestra vedeva il paesaggio illuminato dalla luna. Si sentiva perfettamente cosciente. Con il braccio che penzolava parzialmente fuori dal letto, provò ad “allungare la mano” fino a toccare le coperte sulla sponda del letto. Poi successe l’impossibile: spinse leggermente le dita contro le coperte, e dopo un iniziale senso di resistenza, queste attraversarono la stoffa e il legno del letto, arrivando a toccare il pavimento. Spinto dalla curiosità, provò a distendere ulteriormente il braccio … leggi tutto

Fluttuare nella stanza

Una notte, come accadeva ormai da tempo, Monroe fu colto dall’ormai ricorrente “disturbo”: vibrazioni simili a corrente elettrica, che gli percorrevano il fisico per intero. Questa volta invece si manifestarono in modo un po’ diverso, inizialmente solo nella testa, per poi diffondersi, pian piano, anche al resto del corpo. Non sapendo cosa fare per farle andar via, pensò di distrarsi pensando al suo hobby preferito, l’aliante, e mentre aspettava che le vibrazioni se ne andassero, si propose di andare l’indomani a fare un volo.
Subito dopo, ebbe la sensazione che qualcosa stesse premendo contro la sua spalla, qualcosa di piatto ed esteso. Allungò la mano per sentire che cosa fosse e capì che si trattava di una parete liscia. Allungando ancora … leggi tutto

In volo a casa di amici

Nel marzo del 1959, era già passato più di un anno da quando Monroe aveva vissuto le prime esperienze di decorporazione, ed aveva ormai acquisito una certa abilità nel gestire questo suo dono naturale. Dopo aver consultato diversi medici, psicologi e psichiatri ed aver superato la fase dei timori e delle preoccupazioni per la propria salute, era ormai convinto di voler indagare sé stesso e quello strano mondo che visitava nel sonno. Pur vivendo pienamente e normalmente la propria vita familiare e lavorativa, Monroe sapeva quindi approfittare del tempo libero, per tentare sempre nuovi viaggi di esplorazione.
La mattina del 5 marzo di quell’anno, Monroe era in viaggio per lavoro e si era da poco svegliato nella stanza del motel dove … leggi tutto

Il mondo astrale

Con i suoi appunti e le sue riflessioni, Robert Monroe voleva prima di tutto riportare ed analizzare le sue insolite esperienze, soggettive ma non uniche nella storia degli uomini, senza necessariamente affermare delle verità assolute. Al fine di poter esprimere i concetti necessari, coniò liberamente alcuni nomi molto intuitivi, come ad esempio Secondo corpo, o Secondo stato, per definire lo stato di “scorporazione”. Monroe, tuttavia, non si volle mai porre come un esperto conoscitore della materia. Nel suo libro “I miei viaggi fuori dal corpo”, egli dichiara apertamente di non essere in grado di comprendere o spiegare certe sue esperienze, anche per la mancanza di una preparazione specifica, sia in campo esoterico che ovviamente in campo medico e fisico. Auspicò quindi … leggi tutto

Emozioni e volontà

Basandosi su quanto osservato nei suoi numerosissimi viaggi fuori dal corpo, Monroe afferma che nel mondo astrale sembrano esistere vere e proprie leggi fisiche, analoghe a quelle che dominano il mondo fisico. In particolare, egli parla di una sorta di legge dell’attrazione, secondo la quale esseri simili si attraggono tra loro. Nel mondo astrale, e in verità non solo, due esseri sono simili quando hanno pensieri ed emozioni simili. Ciò vuol dire che la forza di attrazione ha natura “emotiva” e per fare un’analogia simpatica, si potrebbe dire che, come nel mondo fisico due masse si attraggono tra loro grazie alla forza di gravità, così nel mondo astrale due entità si attraggono grazie alla “forza dell’emotività”. A questo riguardo, Monroe … leggi tutto

Destinazioni ignote

In molti dei suoi viaggi astrali, Monroe si trovò “attratto” da una forza irrefrenabile, verso destinazioni ignote e persone sconosciute. Solo la concentrazione sulla mèta prefissata e un deciso controllo dei propri pensieri, potevano contrastare questi impulsi, che nascevano direttamente da dentro. La mattina del 27 novembre 1962, Monroe visse una delle sue numerose esperienze fuori dal corpo: dopo aver passato la consueta fase delle vibrazioni, riuscì a distaccarsi dal corpo senza problemi. Il suo programma prevedeva di andare a “trovare”, naturalmente in astrale, un certo suo amico. A questo scopo, si concentrò sul desiderio di vederlo, attuando una tecnica di concentrazione, appositamente messa a punto nel tempo. Questa tecnica era per lui ormai collaudata, ma tuttavia non infallibile e … leggi tutto

L’inferno e il paradiso

Capita di soffermarsi a pensare ai concetti di inferno e paradiso. L’inferno e il paradiso, nella sostanza del loro significato, non sono concetti propri di una particolare cultura o religione, ma affondano invece le loro radici nei sentimenti più profondi dell’uomo, nelle più cupe paure o nei desideri più sublimi. È forse per questo, che l’inferno e il paradiso da sempre ispirano nell’uomo raffigurazioni descrittive o simboliche di ogni genere, scene di terrore da una parte e di speranza dall’altra, rappresentazioni di meravigliosi mari tropicali illuminati dal sole o di terrificanti e oscuri squarci nel sottosuolo, infestati da molte infime entità.
Robert Monroe, nei suoi viaggi astrali, ha visitato più volte due regioni particolarmente “impressionanti”, due luoghi agli antipodi tra loro, … leggi tutto

Se fosse vero?

Le esperienze fuori dal corpo raccontate da Robert Monroe, sono avventure fantastiche che quasi chiunque definirebbe per lo meno singolari. Esse sono riportate con un metodo descrittivo ma sintetico, particolareggiato solo dove la cronaca dei fatti lo richiede. Robert Monroe riporta con rigore scientifico, vicende che parrebbero possibili sono nelle pagine di un libro di fantasia e per questo le reazioni di chi legge simili “testimonianze” possono ovviamente essere apertamente negative. Ci sono gli scettici, i quali le definirebbero pure invenzioni; oppue all’opposto ci sono i “credenti” del paranormale, che acconsentirebbero ad ogni stranezza. Infine, lasciando stare gli indifferenti, restano coloro che avendo simpatia per questi argomenti, cercano di giudicare il tutto senza pregiudizi e con autentico interesse.
Nei resoconti dei … leggi tutto

L’anima sopravvive: ciò che tutti desiderano

Leggendo il libro “I miei viaggi fuori dal corpo” di Robert Monroe, viene naturale identificare il corpo astrale con l’anima dell’uomo. Di conseguenza nasce forte il desiderio di affermare che dopo la morte la vita possa continuare! E sebbene in realtà questa ardita affermazione abbia per oggetto solamente il desiderio di sopravvivere e non la veridicità delle esperienze fuori dal corpo descritte da Robert Monroe, si sentono comunque piovere al riguardo, diverse obiezioni.
Molti potrebbero obiettare infatti che è difficile credere a qualcuno, il quale asserisce che i propri sogni non sono fantasie, ma vita reale (sebbene vissuta in stato di decorporazione), portando come uniche prove al riguardo, valutazioni soggettive, come ad esempio l’intensità emotiva delle esperienze o la verosimiglianza di … leggi tutto

Incontri con i morti: le prove oggettive

Basandosi sulle proprie esperienze fuori dal corpo, Robert Monroe sostiene che il mondo astrale sia percorso da diversi tipi di entità, tra i quali: i corpi astrali dei vivi dormienti e i corpi astrali delle persone morte. Egli riporta parecchie prove evidenti, di incontri avuti con i corpi astrali di persone vive, mentre sono solo alcuni, i casi in cui racconta di incontri con trapassati. E descrivendo quei pochi casi, uno dei quali riguardante il proprio padre, intende dimostrarci come dopo la morte fisica, il corpo astrale sembri ancora pienamente “operativo”. Di seguito, vengono riportati due episodi da lui vissuti che evidenziano proprio questo aspetto.
Il bambino malato
Un giorno, appena lasciato il corpo fisico, Robert Monroe sentì un deciso richiamo verso … leggi tutto

Libri e varie...

Iniziazione e Realizzazione Spirituale

di René Guénon

INIZIAZIONE E REALIZZAZIONE SPIRITUALE  - LIBRO
di René Guénon

Pochi mesi prima della sua scomparsa, René Guénon si preoccupò di dare, a coloro che aveva incaricato di raggruppare in volumi il vasto materiale da lui scritto e mai apparso sotto forma di libro, gli indirizzi per eseguire questo lavoro; Iniziazione e Realizzazione spirituale fu la prima di queste raccolte postume, e comprende articoli pubblicati nella rivista "Etudes Traditionelles", quasi tutti scritti nel primo dopo guerra.
 Essa si presenta come un naturale sviluppo dei temi toccati in Considerazioni sull'Iniziazione, raccolta anch'essa di saggi in gran maggioranza redatti per la stessa rivista nel corso degli anni '30, ma coordinata dall'autore ancora in vita su richiesta di molti suoi lettori.
 
 L'idea dell'Infinito può essere afferrata solo in modo diretto, con un'intuizione immediata: non si possono ricercare le "prove dell'esistenza di Dio"; la logica domina la ragione, ma tutto ciò che è sopra-individuale e sopra-razionale sfugge a tale dominio. Al limite, essa la logica - interverrebbe come "discesa" a livello individuale, in mancanza della quale l'incomunicabilità di certe Verità sarebbe totale;
 La distinzione tra "esteriore" ed "interiore", appartenente al dominio dell'individualità, al raggiungimento di un certo stadio deve essere sublimata;
 Inquietudine e angoscia metafisica non hanno ragion d'essere, in quanto frutto dell'ignoranza e della paura, quest'ultima dovuta ad una sensazione di "dualità", dell'esistenza di elementi al di fuori di noi o da noi incomprensibili, dall'esistenza di altri esseri di questo o di un altro piano (credo che rientri in questo anche la "rottura" dell'androginia, e l'esistenza in un mondo dove vige una molteplicità non unificata...). La ricerca, che deve essere costante, non deve perciò procedere per paura;
 Lo stato di solitudine assoluta (kaivalyia) è uno stato di pura impassibilità; e sforzarsi di considerare le cose esteriori come indifferenti può costituire un mero, sebbene utile, esercizio preparatorio alla liberazione;
  Leggi un estratto.... La stupidità che si riscontra oggi in tanti uomini, e diremmo anzi nella maggior parte di essi, via via che si generalizza e si accentua la decadenza intellettuale propria dell'ultimo periodo del ciclo, è forse una delle cose che troviamo più difficilmente sopportabili. A questa bisogna aggiungere l'ignoranza, o meglio un certo tipo di ignoranza strettamente legata ad essa, quella che, nell'assoluta incoscienza di essere tale, si permette affermazioni tanto più audaci quanto meno sa e concepisce, e che, appunto per ciò, rappresenta un male irrimediabile per chi la manifesta
 Potremmo unire stupidità e ignoranza sotto il nome di incomprensione; ma il sopportare quest'incomprensione non significa che si debba giungere a concessioni di qualsiasi genere o rinunciare a rettificare gli errori a cui essa dà luogo: faremo anzi il possibile per evitare che si diffondano, il che è spesso uno spiacevole compito, soprattutto quando, di fronte all'ostinazione di certuni, si devono ripetere cose che dovrebbe essere sufficiente dire una volta per tutte.
 Tale ostinazione non è d'altronde sempre esente da malafede; e la malafede implica una ristrettezza di vedute che è conseguenza diretta di un'incomprensione più o meno completa; talché, incomprensione e malafede, come stupidità e cattiveria, si mescolano in modo tale da rendere assai difficile la determinazione delle proprie proporzioni rispettive.
 Parlando di concessioni fatte all'incomprensione, pensiamo soprattutto alla volgarizzazione in tutte le sue forme; voler "mettere alla portata di tutti" verità di un certo ordine, o ciò che si considera verità, laddove la maggioranza di coloro che sono destinati a ricevere tutto ciò è composta necessariamente di stupidi e di ignoranti, è forse qualcosa di diverso?
 D'altra parte, la volgarizzazione deriva da una preoccupazione eminentemente profana, e, come ogni genere di propaganda, presuppone in chi la esercita un certo grado d'incomprensione, relativamente inferiore, certo, a quella del "grosso pubblico" cui si indirizza, ma tanto maggiore quanto più ciò che si vuole esporre supera il livello mentale di quest'ultimo. Ne deriva che gli inconvenienti della volgarizzazione sono più limitati quando ciò che viene diffuso è d'ordine profano, come nel caso delle concezioni filosofiche e scientifiche moderne, le quali, pur nella parte di verità che possono eventualmente contenere, non hanno certamente nulla di profondo o di trascendente.
 Questo è d'altronde il caso più frequente, vuoi perché riguarda gli argomenti che maggiormente interessano il "grosso pubblico", dato il genere di educazione ricevuta, vuoi perché più facilmente gli dà la gradevole illusione di un "sapere" acquistato a basso prezzo; il volgarizzatore deforma sempre le cose, sia cercando di semplificarle, sia affermando perentoriamente ciò che per gli stessi scienziati non è che una semplice ipotesi; ma assumendo un atteggiamento del genere, non ottiene altro risultato che di utilizzare i sistemi propri di quell'insegnamento rudimentale che si è venuto a imporre nel mondo moderno, il quale, in fondo, non è che pura volgarizzazione, e diremmo anche della peggiore specie, se si considera che è in grado di dare a chi lo riceve un'impronta "scientista" di cui ben pochi sono in seguito capaci di disfarsi, impronta vieppiù mantenuta e rinforzata dal lavoro dei volgarizzatori veri e propri, che vedono perciò attenuata in una certa misura la loro responsabilità.
 Vi è un altro genere di volgarizzazione il quale, anche se raggiunge un pubblico più ristretto, ci sembra presentare pericoli ben più gravi, se non altro per le confusioni che rischia di provocare volontariamente o involontariamente, e che mira a cose le quali, per la loro stessa natura, dovrebbero essere maggiormente al riparo da simili tentativi: vogliamo riferirci alle dottrine tradizionali e in special modo alle dottrine orientali. Per la verità, gli occultisti e i teosofisti avevano già intrapreso qualcosa del genere, col solo risultato di produrre grossolane contraffazioni; invece, ciò a cui ci riferiamo ora riveste apparenze più serie, diremmo volentieri più "rispettabili", tali da imporsi a molta gente che non sarebbe stata sedotta da deformazioni troppo visibilmente caricaturali.
 Bisogna d'altronde fare una distinzione fra i volgarizzatori se ci si riferisce alle loro intenzioni piuttosto che ai risultati cui arrivano; tutti, naturalmente, vogliono in egual modo diffondere il più possibile le idee che espongono, ma a ciò possono essere spinti da motivi ben diversi. Da una parte vi sono propagandisti della cui sincerità non si può dubitare, ma il cui atteggiamento prova la scarsa penetrazione della loro comprensione dottrinale; inoltre, anche entro i limiti della loro comprensione, le necessità della propaganda li conducono forzatamente ad adattarsi sempre alla mentalità di coloro a cui si rivolgono, il che, soprattutto se si tratta di un pubblico occidentale "medio", non può che andare a detrimento della verità; e la cosa più curiosa è che questo modo di fare è per essi così spontaneo che sarebbe veramente ingiusto accusarli di alterare volontariamente questa verità.
 Ce ne sono altri invece che, in fondo, si interessano solo superficialmente alle dottrine, ma che, constatato il successo di queste cose in un ambiente abbastanza esteso, credono opportuno approfittare di tale "moda" facendone una vera e propria impresa commerciale; costoro sono d'altronde molto più "eclettici" dei primi, e diffondono indifferentemente tutto ciò che sembra loro tale da soddisfare i gusti di una certa "clientela", che rappresenta evidentemente la loro principale preoccupazione anche quando ritengono di dover ostentare qualche pretesa alla "spiritualità". Non è evidentemente nostra intenzione fare dei nomi, ma pensiamo che molti nostri lettori potranno trovare facilmente da soli esempi dell'uno e dell'altro tipo; per non parlare poi dei semplici ciarlatani, come se ne incontrano soprattutto fra gli pseudo-esoteristi, i quali ingannano scientemente chi dà loro ascolto, presentando le proprie invenzioni sotto l'etichetta di dottrine di cui ignorano praticamente tutto, e contribuendo quindi ad aumentare la confusione nella mente di questo disgraziato pubblico.
 Ma in tutto ciò il fatto più increscioso, a parte le idee false o semplicistiche che in questo modo vengono diffuse sulle dottrine tradizionali, è che molta gente è del tutto incapace a distinguere fra l'opera dei volgarizzatori di bassa lega, e un lavoro fatto invece senza alcuna preoccupazione di piacere al pubblico e di mettersi alla sua portata; questa gente pone tutto sullo stesso piano, a tutto attribuendo le stesse intenzioni, ivi compreso ciò che in realtà ne è più distante. In questo caso si ha a che fare con la stupidità pura e semplice, ma talvolta anche con la malafede, o probabilmente con una mescolanza delle due; infatti, per fare un esempio che ci riguarda direttamente, dopo aver spiegato in modo chiaro, ogni volta che se ne presentava l'occasione, per quali e quante ragioni siamo risolutamente contrari a qualsiasi propaganda come a qualsiasi volgarizzazione, e dopo aver protestato a più riprese contro le asserzioni di coloro che nonostante ciò continuavano ad attribuirci propositi di propaganda, quando vediamo queste stesse persone o altre che gli somigliano ripetere indefinitamente la stessa calunnia, com'è possibile ammettere che esse siano realmente in buona fede? Se almeno, anche in mancanza di qualsiasi comprensione, essi avessero un benché minimo senso logico, chiederemmo loro di dirci quale interesse potremmo mai avere nel cercar di convincere chicchessia della verità di tale o tal altra idea, e siamo ben certi che essi non potrebbero assolutamente trovare, a questa domanda, una risposta sia pur appena plausibile. In effetti, fra i propagandisti e i volgarizzatori, gli uni sono tali a causa di una sentimentalità fuori luogo, e gli altri perché vi trovano un tornaconto materiale; ora è più che evidente, per il modo stesso con cui noi esponiamo le dottrine, che nessuno di questi due motivi può esserci attribuito anche in minima parte, ed anche;a voler supporre che ci fosse mai balenato il proposito di fare una qualsivoglia propaganda, avremmo allora necessariamente adottato un atteggiamento del tutto opposto a quello di rigorosa intransigenza dottrinale che abbiamo costantemente tenuto. Non vogliamo insistere oltre, ma avendo constatato da qualche tempo e da diverse parti una strana recrudescenza di attacchi tra i più ingiusti ed ingiustificati, ci è parso necessario, a rischio di attirarci il rimprovero di ripeterci troppo spesso, dì rimettere una volta di più le cose al loro posto....

A Tu per Tu con la Paura

Vincere le proprie paure per imparare ad amare

di Amana (Gitte Demant Trobe), Krishnananda (Thomas Trobe)

A TU PER TU CON LA PAURA - LIBRO
Vincere le proprie paure per imparare ad amare
di Amana (Gitte Demant Trobe), Krishnananda (Thomas Trobe)

"Bisogna ascoltare il corpo e fidarsi di esso
E risvegliare la nostra conoscenza interiore"
 Questo libro descrive un viaggio: dalla co-dipendenza verso l'amore e la meditazione.
 La co-dipendenza, come la definisce Osho, è la tendenza a occuparsi di qualcun altro al punto di trascurare se stessi. In sintesi, significa ricercare felicità e realizzazione, che si pensa di non potersi dare da soli, attraverso la manipolazione degli altri.
 La persona co-dipendente concentra le proprie attenzioni su fattori esterni per alleviare l’ansia e le sensazioni dolorose interiori. 
 Cerca di rendere felice chi le sta attorno e, quando non ci riesce, si sente sminuita e vive la cosa come un fallimento personale. Generalmente sono persone che nascondono le proprie emozioni, per poi esplodere in momenti inopportuni. Oppure sono persone che tendono a reagire in modo esagerato, manifestando, ad esempio, panico e angoscia invece della normale paura o ansia. 
Queste persone vivono nella falsa convinzione di poter annullare i sentimenti negativi che provano semplicemente “dando di più”, oppure ottenendo l’approvazione di coloro che svolgono un ruolo significativo nella loro vita. In tal modo attribuiscono agli altri la responsabilità della loro felicità.
 Secondo Krishnananda e Amana, molti eventi importanti della vita hanno in qualche modo a che fare con la paura e gran parte della crescita interiore matura lavorando proprio sulle paure.
 Le paure possono essere di vario genere: la paura di affermare la propria creatività, quella delle perdite, del castigo, delle critiche e dei giudizi, la paura del rifiuto, della solitudine, della sopravvivenza, la paura di esporsi, quella del fallimento o del successo, dell'intimità, del confronto, della rabbia, la paura di perdere il controllo.
 La paura è onnipresente e, per quanto cerchiamo di ignorarla, superarla, rimuoverla o negarla, essa esercita un effetto potente e rimane una forza nascosta che può causare ansia cronica, sabotare la nostra creatività, renderci rigidi, sospettosi, e può annullare i nostri sforzi di trovare l'amore.
 Se invece facciamo amicizia con la paura, portandola allo scoperto ed esplorandola, essa può diventare una forza di trasformazione, aprendo in noi un abisso di vulnerabilità e autoaccettazione. Partendo dalla teoria della co-dipendenza e del bambino interiore, Krishnananda e Amana suggeriscono dunque un metodo per uscire dalla paura, guarendo da sensi di vergogna e colpa, con esercizi di consapevolezza combinati al lavoro sull'energia e a meditazioni guidate.
 Il fine non è tanto quello di cambiare o sistemare le cose,
 quanto di osservare il bambino emozionale che è in noi
 e capire che esiste la possibilità di scegliere.
 Indice Introduzione
 1. Lo Schema
 Parte Prima - Le radici di Paura e Insicurezza
 2. Riconoscere ed accettare la paura
3. La vergogna
4. Lo shock
5. La Ferita da Abbandono
 Parte Seconda - Lo Stato di coscienza del Bambino e come questo dirige la nostra vita
 6. Reattività, pretese e pensiero magico
7. Aspettative
8. Strategie
 Parte Terza - Come fuggiamo dalle nostre paure
 9. Confrontarsi con le proprie illusioni sull'amore
10. Il dramma del dipendente e dell'anti-dipendente
11. Compensazioni
12. Assuefazione
 Parte Quarta - Lavorare con la paura. Modi che possiamo cambiare
 13. Riappropriarsi delle sensazioni
14. La passione del vivere
15. Lo stato meditativo della coscienza 
 Parte Quinta - Mettersi in relazione al di là della Paura. La strada verso l'amore consapevole
 16. Il Labirinto della Proiezione
17. Rispetto e confini - Prima parte
18. Rispetto e confini - Seconda parte
19. La delicata danza del fondersi e separarsi
20. Lasciar andare
 Conclusione...

Come Amare ed Essere Amati

di Paramhansa Yogananda

COME AMARE ED ESSERE AMATI
di Paramhansa Yogananda

Amicizia, amore, matrimonio e figli possono portare grandi gioie nella nostra vita oppure grandi sofferenze; ciò dipende da cosa ci aspettiamo dalle nostre relazioni.
 Imparando a sviluppare l'amore più puro di tutti - l'amore non egoistico - riusciremo finalmente a esprimere il nostro vero amore verso gli altri, dal profondo del nostro cuore, senza paura di essere respinti.
 Questo libro è una guida pratica per: espandere i confini del nostro amore; superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia; scegliere il partner giusto e creare un rapporto duraturo; fare l'esperienza dell'Amore Universale dietro tutte le nostre relazioni.
 In questi articoli inediti, Paramhansa Yogananda, uno dei più autorevoli insegnanti spirituali del ventesimo secolo, ci offre con fresca ispirazione una guida pratica per:
 
 - espandere la nostra amicizia e simpatia per gli altri
 - superare le cattive abitudini che compromettono la vera amicizia, quali il giudizio, la gelosia e la scortesia
 - evitare e superare i problemi nei rapporti di coppia
 - scegliere il compagno giusto per un rapporto duraturo
 - vivere la dimensione spirituale del sesso e concepire un figlio spirituale
 - sperimentare l'Amore Universale in tutte le nostre relazioni.
  Con calore, realismo, umorismo e saggezza Yogananda ci insegna i passi pratici per sviluppare l'amore espansivo per tutti gli esseri, l'Unico Grande Amore che arde immortale ed eterno sull'altare universale di tutti i cuori...

Le Sorgenti del Male

di Zygmunt Bauman

LE SORGENTI DEL MALE  - LIBRO
di Zygmunt Bauman

Che cos'è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
 Zygmunt Bauman, uno dei più grandi pensatori viventi, già nel 1989, con Modernità e olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l'opinione comune che si fosse trattato un "incidente" della Storia e dimostrando che invece la "società dei giardinieri" della modernità aveva raggiunto con l'olocausto il suo risultato più esemplare.
 In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell'identificazione del "male" ai giorni nostri.
 E lo fa con una ricognizione delle tesi fallaci che si erano affermate nel Novecento (dalla "personalità autoritaria" di Adorno alla "banalità del male" di Hannah Arendt) per mostrare poi, in un corpo a corpo con le opere di Jonathan Littell e di Günther Anders, che la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi (resa non solo possibile, ma obbligata, dalle mirabilia tecnologiche e dalla costrizione "diversamente morale" a non sprecare armi la cui produzione ha richiesto quantità esorbitanti di denaro) contribuisce a erodere la nostra sensibilità già gravemente indebolita e oggi prossima alla cancellazione....

Anima

Conversazioni irreali

di Bruno Renzi

EBOOK - ANIMA
Conversazioni irreali
di Bruno Renzi

Questo libro è rivolto a coloro che ricercano e si interrogano sul rapporto tra anima e progetto esistenziale della loro vita; offre stimoli multi prospettici sull'evoluzione dell'anima in relazione al senso della vita ed il differenziarsi dell'anima nel processo di raffinamento verso dimensioni superiori dopo l'abbandono della dimensione terrena. Alcuni contenuti di queste "conversazioni irreali" sono derivati da esperienze verificatesi all'interno di percorsi di ricerca attraverso l'utilizzazione di procedure ipnotiche. Le due conversazioni hanno una loro unità profonda pur essendo espresse in forma narrativa ed in due racconti separati; il loro oggetto è l'anima, ma anche la loro essenza è anima. Ho preferito la forma narrativa desiderando indirizzare questo lavoro ai lettori di ogni genere, scegliendo di non presentare una prospettiva o una possibile interpretazione di tipo scientifico rispetto ai fenomeni psichici descritti.
 Il lettore si porrà nuovi interrogativi sui diversi aspetti del proprio esistere e sul proprio progetto di esistenza,e questi interrogativi possono essere posti a diversi livelli in relazione alla propria soggettività....

I Desideri dell'Anima

Miti, Leggende, Antichi Messaggi e Storie Immortali

di Clarissa Pinkola Estés

I DESIDERI DELL'ANIMA - LIBRO
Miti, Leggende, Antichi Messaggi e Storie Immortali
di Clarissa Pinkola Estés

Un libro affascinante e straordinariamente rivelatore.
 Scopri le verità nascoste dietro le immagini 
che caratterizzano le religioni e le mitologie dell'umanità.
 Dopo aver reso famoso il mito della Donna Selvaggia grazie al grande successo di Donne che corrono coi lupi, ora Clarissa Pinkola Estés intesse uno splendido racconto sui personaggi inventati dall'uomo fin dall'antichità.
 Dagli dèi greci (come Apollo e Demetra) ai personaggi delle favole moderne (come Cappuccetto Rosso e il lupo), dagli animali favolosi agli immortali innamorati, l'autrice ci accompagna in una vera e propria storia dell'anima, svelando quali aspetti della nostra psiche si celino dietro quei soggetti leggendari.
 I miti nascono nella notte dei tempi
e raccontano i desideri più profondi di uomini e donne.
 Quelli dell'anima.
 "Nelle fiabe sono incastonate le idee più infinitamente sagge che nel corso dei secoli si sono rifiutate di farsi potare, logorare o annientare. Le idee più imperiture e sagge sono raccolte in quelle reti intessute d'argento che chiamiamo storie. Dai tempi in cui si radunavano intorno al primo fuoco, gli esseri umani sono stati attratti da storie mistiche. Perché? Perché tutte quelle storie additano un unico fatto capitale, e cioè che se l'anima nel suo cammino può incespicare o perdersi, alla fine ritroverà il suo fulcro ardente, la sua divinità, la sua forza, la sua via, il suo stretto ma divino sentiero di liberazione."
 Nessuno meglio di Clarissa Pinkola Estés può dire l'essenza di questo libro, antologia "affettuosa" (un regalo alle sue lettrici italiane in anteprima mondiale) di saggi, nella quale l'autrice rivela le verità nascoste dietro immagini note a tutti, fin dall'infanzia: quelle delle fiabe. 
 Dalla Quarta di copertina "Le favole finiscono dopo dieci pagine, la nostra vita no.
Nella nostra esistenza, se un episodio è una catastrofe, pure ci aspetta un altro episodio, e poi un altro ancora. Si presentano sempre altre occasioni per rimediare, per forgiare la nostra vita nel modo che ci meritiamo. 
 Non perdete tempo a rimuginare su un fallimento: è un maestro migliore del successo. 
 Ascoltate, imparate, andate avanti.
È quel che facciamo con questo racconto."
 Clarissa Pinkola Estés...

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