Percezione di Una Presenza
Una Sorella di Luce (a cura del Cerchio Demofilo Fidani – gruppo medianico)
Una volta, quando ero bambina, mi accadde di sentirmi un po’ in una condizione che non saprei definire bene, perché era come se io facessi qualcosa e nello stesso tempo fossi altrove con la mente.
Mi ricordo che stavo facendo forse un compito e improvvisamente ho sentito come una presenza al mio fianco: era come se ci fosse veramente qualcuno. Io mi sono girata per vedere se era la mamma, perché sentivo come dei movimenti e invece non c’era proprio nessuno.
Allora mi sono chiesta: “Che cosa mi sta accadendo? Forse sto un po’ dando di testa!”, perché ho interrotto i miei compiti e mi sono voltata a lungo a guardare.
Era come se qualcuno fosse presente e io non lo vedessi. Ho avuto quella sensazione, che mi ha accompagnato per parecchi giorni. Ho ripensato spesso a quel momento ed era come se fossi stata sulla soglia di una possibile verità, di una possibile capacità di sentirmi diversa da quella che mi ritenevo. Sentivo come una presenza e non capivo come fosse possibile.
Ora capisco, perché “noi” ci manifestiamo in questo modo.
Non sempre siamo percepiti, ma a volte succede proprio che non siamo così ignorati da chi è nella materia. È come una sensazione che tu provi di qualcuno che è lì e vorrebbe anche dirti qualcosa, ma poi ti volti e non c’è nessuno.
Ho avuto quella sensazione e ho pensato che forse era un angelo o qualcosa di più elevato di quanto si potesse immaginare. Non una semplice sensazione, ma qualcosa di più grande. Ebbene, dico questo, perché a volte succede che nella vita la vita stessa ti parla con delle presenze, perché siamo sempre presenti, ma la diversità di condizione fa sì che l’uomo si senta spesso in una diversa realtà.
E allora, se noi riuscissimo ad avvicinare sempre di più queste due realtà e capissimo che la sensazione non è solo un’illusione, ma è un fatto altrettanto concreto come altri, vivremmo in una comunione con i nostri cari senza avere quella sofferenza che a volte proviamo, quando diciamo che non ci sono più e che non si può in nessun modo ritrovarli.
Così quello che io ho sentito era un inizio di un cammino che avrei potuto anche intraprendere, ma non ho avuto il coraggio o l’intelligenza di comprendere che era un possibile inizio di un fatto che avrebbe poi avuto un seguito nella mia esistenza, se avessi dato rilievo a quel primo approccio.
Ma io poi mi sono rigirata e, seppure un po’ turbata, non ho più voluto dare seguito a questo tipo di attenzione. Forse sarebbe stato tutto diverso, se io avessi cercato di favorire il ritorno di quella presenza con un giusto atteggiamento.
Intendo dunque dire, per quel poco che può servire la mia piccola esperienza, che si può reagire così: quando senti una presenza, non pensare che sia solo una tua impressione, ma rivolgiti verso quel punto, in cui ti sembra di percepire la presenza, e guarda con amore, dicendo: “Fratello, sorella, chiunque tu sia, sento che sei presente. Avrò la possibilità di vederti, se restiamo nella continuità di questo contatto, che per il momento è puramente intuitivo”, però in realtà in qualche modo è già una sensazione, quindi è già una percezione. Se io mi rivolgo a questo essere e dico: “Fratello, sorella, ho tanto desiderio di poter comunicare con te e di poter vedere chi sei e sentire il tuo pensiero”, si instaura già una relazione.
Quell’essere si rende conto che tu lo percepisci, prova quindi gioia e si sforza in tutti i modi di rendersi più visibile, come se io mi rendessi conto che qualcuno mi vede, ma non ancora in modo tangibile, e allora mi mostro, sapendo che lui è già disposto ad accogliermi senza avere uno spavento. Allora io sto qui suggerendo, diciamo, una tecnica.
Non puoi pensare che d’improvviso ti appaia una figura. C’è prima un passaggio, che rende tutto più facile: hai la sensazione che ci sia una presenza e allora ti rivolgi verso quel punto, in cui il tuo senso ti dà l’orientamento e dici: “Sento che sei presente: prepariamoci a vederci, prepariamoci a sentirci. Fai sì di renderti più visibile e io cerco in tutti i modi di rendermi recettivo”.
E allora questo, piano piano, per gradi, può far sì che, mentre fissi il vuoto, possa tu vedere emergere quell’immagine. Non temere di avere un impatto improvviso, perché è una cosa molto più dolce e per gradi. Non girarti nemmeno di colpo, ma dolcemente, dicendo queste parole: “Sento che sei presente e desidero poterti vedere e sentire”, perché chi è presente desidera poter comunicare e tu per poter comunicare devi vedere e sentire.
Oppure in quel momento puoi dire una preghiera: “Signore, donami la vista e l’udito, perché il fratello o la sorella, che mi sta qua di fronte, possa essere visto da me e possa io ricevere quanto intende donarmi e io donare quanto sarebbe lieto di ricevere. Dammi questa luce, ti prego, Padre”.
E allora come una dolcezza scende nel cuore, non è più un senso della realtà paragonabile a quello precedente: c’è quasi un senso “ovattato”, come un lieve stordimento della mente, perché le frequenze si alzano tantissimo, e i tuoi occhi incominciano a vedere qualcosa che non hanno mai visto: una figura, un essere che ti sorride. Non ci sarà nessun turbamento, perché è tutto molto per gradi e soprattutto non ci sarà nessuno spavento.
Non lasciamoci dunque cogliere impreparati, se ci capitasse di vivere questo momento. Perciò questa è la prassi. Non ti preoccupare, se le prime volte potresti avere delle sensazioni intense e magari non avere proprio una chiara visione, perché anche questo è un processo che ha i suoi tempi, ma non saranno lunghi.
Quindi si parte dalla percezione, ci si dirige verso la presenza, si dice: “Benvenuta, anima cara. Sono lieto che tu sia venuta a visitarmi. Prego il Signore che tu possa manifestarti a me e che io possa recepire la tua presenza. Possiamo così scambiarci quei messaggi di amore e di comprensione reciproca, che ci permettono di incontrarci, perché Dio ci permette questo, una grazia reciproca e un amore che ci unisce”.
Con questo stato d’animo sereno e così assolutamente rilassato attendi che si manifesti questa visione, che avrà i suoi tempi, ma non saranno certo lunghi. E questo è il modo per approcciare la nuova esperienza.
Io avrei dovuto fare così in quel momento e invece mi sono rigirata e ho ripreso a fare i miei compiti, mentre qualcuno in realtà mi aveva fatto girare la testa nella direzione giusta.
Chi è destinato a fare questa esperienza, ora sa come agevolarla con questo modo di procedere, con molta calma e serenità.
Una Sorella di Luce (a cura del Cerchio Demofilo Fidani – gruppo medianico)
Fonte: https://www.karmanews.it/48788/percezione-della-presenza/












































Commenti
Percezione di Una Presenza — Nessun commento