E’ importante sapere che le cosiddette entità disincarnate, portatrici di sventure e morte, possono essere create anche dall’invidia e non solo dalle cattiverie, dall’odio, dal rancore o dalla rabbia. Le entità disincarnate, oltre a nutrirsi della loro vittima e delle persone a lei care e più vicine, assorbono anche le energie negative prodotte quotidianamente dalla persona che ha dato loro vita.

Quando una persona che ha creato entità disincarnate sta per morire, richiamerà a sé nel proprio spazio aurico quelle entità, perchè più si avvicina il momento del decesso e meno sarà in grado di nutrirle con la propria energia. Queste entità seguiranno allora la persona nella dimensione della morte.

Queste entità disincarnate staccandosi dai corpi verso cui erano state indirizzate e a cui erano rimaste attaccate, tornando indietro, per reazione, attaccano colui che le aveva originate, in quanto non essendo dotate di una coscienza, non possiedono gli strumenti per riconoscere chi gli ha dato la vita. Trovando nel proprio creatore un certo decadimento energetico e strutturale dovuto all’avvicinarsi della morte, ne attacchano sia le parti materiali che i corpi sottili, nutrendosi della sua energia.

Un’entità disincarnata attacca con violenza la coscienza del suo creatore, al quale sta morendo il corpo. E lo fa mentre osserva i ricordi mentali delle azioni che costui commise durante la vita, fra cui anche quelli di quando essa stessa fu creata. Durante l’attacco, l’entità fa vedere alla persona tutte le azioni negative e distruttive compiute contro la vittima, alla quale era stata indirizzata, creando nel contempo nella sua coscienza dei sensi di colpa, per essere stata artefice di quelle mostruosità. Quindi dopo averla indebolita in questo modo, incomincia ad attaccarla e sbranarla e a risucchiarle tutta l’energia che può, esaurendola.

Inoltre se questa entità avesse fatto morire la sua vittima (verso cui era stata indirizzata dall’artefice) o avesse comunque portato a termine il ciclo di sventura per cui era stata originata e programmata, sarebbe tornata indietro al suo creatore anche prima che questi la richiamasse a sé perché moribondo. Siccome queste entità posseggono solamente il contenuto mentale per cui sono state create, ed altre negatività simili con cui si sono nutrite per diventare più forti, una volta tornate al mittente, gli creeranno danni di ogni tipo: malattie più o meno gravi, incidenti, problemi finanziari, sentimentali, ecc…

Inoltre l’azione nefasta dell’entità non si limiterà ad agire solo sul mittente ma spesso colpirà anche eventuali partner, figli, genitori, amici ecc., compresi eventuali animali domestici, i quali avendo anch’essi una propria struttura energetica e mentale, sono danneggiabili, come qualsiasi altro essere vivente.

Ogni entità disincarnata è come un boomerang, che una volta lanciato poi torna indietro.
Estratto a cura di www.fisicaquantistica.it dal libro di Fiorella Rustici, "Morire senza paura – Come aiutare una persona che sta per lasciarci e noi stessi" a cura della Hermes edizioni.
Si ringrazia Fiorella Rustici, autrice del libro, per averci concesso la cortesia di pubblicare questo estratto.
I diritti relativi alla sezione "Morire Senza Paura" sono riservati, la riproduzione è vietata.
Fiorella Rustici è libera ricercatrice nel campo dei meccanismi mentali in relazione alla coscienza. Vive a Milano e lavora presso l’Associazione Culturale Coscienza e Salute, di cui è presidente.
Copyright: diritti riservati, riproduzione vietata.

Articoli nella sezione: Morire senza paura

Morire senza paura

Come aiutare una persona che sta per lasciarci e noi stessi.
di Fiorella Rustici
Un libro ricco di conoscenza sulla Dimensione della Morte, che descrive quello che accade alla persona prima, durante e dopo la morte del corpo, e cosa succede all’anima – o forma astrale – e a tutti gli strati energetici ad essa collegati, quando vengono frammentati. La forma astrale è composta da parti differenti che comprendono ciò che abbiamo ereditato dagli antenati, quello che ci portiamo dietro dalle nostre vite passate e ciò che costruiamo giorno per giorno grazie agli attimi di consapevolezza della vita presente. Dopo la morte, la parte di anima più positiva ed spiritualmente evoluta entra nel Tunnel di Luce dove incontra gli Esseri che la … leggi tutto

Come affrontare consapevolmente la morte

Lavorare sulla propria coscienza rappresenta l’unica via che noi uomini possiamo percorrere, per arrivare alla parte divina che è in ciascuno di noi. La coscienza ogni tanto riesce a far capolino tra tutti i marasmi derivanti dalla bramosia di possedere beni materiali e di provare sempre nuove emozioni, ma poi viene sopraffatta dalla mente, in una folle corsa verso il decadimento spirituale.
Possedere beni materiali e provare emozioni costituiscono molto  spesso gli aspetti essenziali su cui si basa la vita di molte persone. Questi due elementi diventano sempre più gli ingredienti unici della tanto agognata, quanto illusoria felicità.
Esistono tuttavia anche persone che, a seconda del proprio grado di coscienza e di responsabilità, cercano di approfondire argomenti come la morte, la spiritualità, … leggi tutto

Il meccanismo mentale delle illusioni e delle fantasie

Il bambino tende facilmente a crearsi realtà e situazioni fittizie rispetto al mondo reale, ma vere dentro la sua testa. Egli trova rifugio in queste fantasie, all’interno delle quali nessuno può attaccarlo, e scambia queste illusioni di sicurezza per invulnerabile realtà. Crescendo, può succedere che l’individuo continui ad utilizzare questo stesso espediente, questa medesima modalità di fuga, per allontanarsi da quelle situazioni nelle quali si sente minacciato.
In famiglia, al lavoro, con la fidanzata, con i figli, con gli amici ecc., possono ricrearsi delle condizioni che l’individuo identifica come potenzialmente minacciose della propria sicurezza e della propria stabilità, e tendere quindi a volersi rifugiare in realtà di tipo virtuale. Il bambino che ha iniziato ad usare questo meccanismo in maniera naturale, … leggi tutto

Non distinguere il reale dall’immaginario

Può accadere che una persona pur manifestando a parole delle buone intenzioni, poi nella pratica si comporti diversamente da quanto dichiarato, e per questo venga considerata poco seria, presuntuosa, superficiale e non affidabile. Tale persona non riuscendo a distinguere nettamente il reale dall’immaginario non è nemmeno cosciente dei propri limiti e degli errori che commette nel valutare le situazioni. Di conseguenza non farà niente per cercare di migliorarsi, perchè nella sua testa si sente già perfetta e pensa che siano piuttosto gli altri a sbagliare, ad essere immaturi e a non capire nulla.
La meccanica mentale delle illusioni e fantasie è caratterizzata proprio dal fatto che la persona si autosuggestiona a tal punto, da credere veramente alle cose positive che ha … leggi tutto

Vediamo solo ciò che vogliamo o crediamo di poter vedere

Secondo la “fisica quantistica” noi vediamo solamente ciò che crediamo sia possibile vedere, rispondendo cioè a degli schemi che sono dentro di noi a causa del condizionamento esterno. Quindi siamo costantemente limitati da quanto il nostro cervello ci fa vedere.
Gli indiani d’America diversi secoli fa non riuscirono a vedere le navi di “Colombo”, semplicemente perché non erano a conoscenza della loro esistenza e non sapevano cosa fossero; non riuscivano a vederle perchè erano diverse da qualunque cosa avessero mai visto prima. Lo sciamano stesso non vide le navi, ma vide l’oceano increspato, e incuriosito si chiese quale fosse la causa di quel fenomeno. Stette sulla riva per molti giorni a guardare l’orizzonte e dopo un po’ riuscì a vedere le … leggi tutto

I corpi sottili

Le cellule del cervello, sono tarate per farci percepire e vedere solamente un certo tipo di realtà, che rientra all’interno di una certa gamma di vibrazioni. Si tratta però solo di una realtà apparente o virtuale propria del nostro livello fisico. O per meglio dire, si tratta solo di quella parte di realtà che noi uomini possiamo percepire fisicamente.
I “corpi sottili” o corpi di energia di cui noi tutti siamo dotati, possiedono una struttura che permette loro di percepire realtà diverse o ulteriori, rispetto a quelle strettamente fisiche. Queste percezioni, osservate dal punto di vista fisico, sono extra sensoriali, ossia non hanno a che vedere con i normali cinque sensi, ma con altri sensi di tipo sottile propri dei “corpi … leggi tutto

Come assistere un ammalato

Chi vuole o deve assistere un malato – che non è ancora allo stato terminale e al quale rimane del tempo da vivere, che dunque potrebbe essere  utilizzato in modo proficuo – dovrebbe in primo luogo aiutarlo a rafforzare la propria coscienza e la propria consapevolezza, per quanto riguarda i tre piani fondamentali dell’esistenza: quello pratico/fisico, quello mentale/morale e quello spirituale.
Assistere la coscienza affinché si rafforzi è essenziale in quanto sarà lei, quando sarà uscita dal corpo fisico deceduto, ad avere il compito di affrontare la dimensione della morte. E’ perciò molto importante non lasciarsi coinvolgere troppo dagli stati d’animo del malato. Occorre anzi porre una sorta di barriera, tra noi e lui,  sotto il profilo emozionale ed energetico.
E’ importante … leggi tutto

Non nascondiamo la verità ai moribondi

I parenti di un ammalato grave spesso pensano che costui essendo debole, fragile ed insicuro, non possa sopportare di conoscere la verità riguardo al proprio stato di salute. Inoltre essi temono anche che possa reagire con gesti estremi. Queste giustificazioni tuttavia hanno il solo scopo di permettere ai parenti di mettersi a posto la coscienza, ma in questo modo fanno un torto all’ammalato. Essi pensano che in questo maniera quando il parente non ci sarà più, non proveranno sensi di colpa nei suoi confronti.
Spesso succede allora che l’ammalato capisca da sé la gravità del proprio stato e il pericolo che corre, ma non abbia comunque il coraggio di dirlo ai parenti, preferendo continuare a fingere di non sapere, e continuando … leggi tutto

L’importanza dello sviluppo della coscienza nel malato

La persona che assiste ed aiuta un ammalato deve essere disposta ad ascoltarlo e, se questi è un parente, un amico o una persona vicina, è importante ricordare insieme a lui gli avvenimenti che hanno riguardato entrambi, e il reciproco rapporto. Quindi se è il caso, per aiutarlo ed aiutare anche voi stessi, sarà necessario, se pensate di avere delle colpe nei suoi confronti, assumervele e chiedergli scusa. Non è mai una buona mossa tenersi dentro dei sensi di colpa, perchè vi mangeranno energia.
Ricordiamoci inoltre che una persona malata sta perdendo la propria energia vitale ed è normale che ne prenda un po’ da voi. Le due aure infatti quando sono vicine, si connettono cercando di riportarsi in equilibrio. E … leggi tutto

Aiutare l’ammalato a scaricarsi la coscienza

Se desiderate aiutare un ammalato, cercate di farvi dire da lui quali azioni fra quelle che ricorda di aver compiuto, lo fanno, in coscienza, sentire male, e quali sono le persone che ritiene di aver maggiormente danneggiato. Dopo che avrà recuperato energia e dignità, potremo allora aiutarlo a scaricarsi la coscienza. Una domanda tipo: “c’è qualcosa nella tua coscienza che ti pesa e di cui vorresti liberarti?” potrebbe essere un buon modo per iniziare il discorso. Fate poi in modo di contattare le persone da lui menzionate e che si possano parlare a tu per tu.
Se il malato non può camminare e non ce la fa a telefonare, fatevi piuttosto dettare delle lettere. Se la persona verso cui si sente … leggi tutto

Cosa creiamo quando proviamo rabbia, risentimento e odio?

Quando una persona si sente offesa da qualcuno o viene umiliata, crea dentro la propria mente un file/memoria che contiene l’offesa subita ed anche le possibili ritorsioni da attuare per avere soddisfazione. La vendetta, la cattiveria, l’odio, la voglia di fare del male, di prevaricare o di uccidere sono tutte emozioni che appartengono e coinvolgono la nostra mente inferiore/animale.
Quando perciò una persona è arrabbiata con qualcuno o esprime cattiveria, genera con la propria mente inferiore/animale e con volontà distruttrice, un file/mentale composto da energia negativa, che viene poi proiettato all’esterno, mentre un file identico, rimane registrato nei suoi neuroni. L’energia negativa assume quindi le sembianze di un’entità disincarnata che arrivando addosso alla vittima, verrà accettata dal suo cervello, il quale … leggi tutto

Le entità disincarnate tornano sempre al creatore

E’ importante sapere che le cosiddette entità disincarnate, portatrici di sventure e morte, possono essere create anche dall’invidia e non solo dalle cattiverie, dall’odio, dal rancore o dalla rabbia. Le entità disincarnate, oltre a nutrirsi della loro vittima e delle persone a lei care e più vicine, assorbono anche le energie negative prodotte quotidianamente dalla persona che ha dato loro vita.
Quando una persona che ha creato entità disincarnate sta per morire, richiamerà a sé nel proprio spazio aurico quelle entità, perchè più si avvicina il momento del decesso e meno sarà in grado di nutrirle con la propria energia. Queste entità seguiranno allora la persona nella dimensione della morte.
Queste entità disincarnate staccandosi dai corpi verso cui erano state indirizzate e … leggi tutto

La legge del Karma o della causa-effetto

Se ascoltiamo lo sfogo di qualche amico o parente che parla di qualcuno con toni duri e parole spregevoli, e gli diamo ragione stiamo mettendo la nostra energia a disposizione dell’entità disincarnata creata dall’amico, mentre esprime rancore e rabbia. Perciò è importante in questri casi estraniarsi o tenersi a distanza da questi sentimenti negativi e da ciò che essi producono.
E’ importante far capire all’amico che ciò che dovrebbe fare è di chiarirsi con quella persona e che lo sfogarsi con voi non serve a nulla e non risolve la questione tra loro. Sicuramente adottando queste semplici tecniche di comportamento con gli altri, la vostra vita cambierà in meglio.
Stiamo inoltre molto attenti quando siamo arrabbiati o proviamo invidia, cattiveria e odio … leggi tutto

IL GIOCO DEL PERDONO
di Bernard Rouch

Il Gioco del Perdono

di Bernard Rouch

Dall'ambiente di lavoro contaminato, ai risentimenti nella coppia o nella famiglia, i conflitti sono all'origine di molti disturbi che finiscono per stancarci e avere un effetto negativo sulla nostra salute...

Come ricostruire relazioni più sane e armoniose con te stesso e con gli altri per vivere più serenamente e in maniera salutare?

Attraverso esercizi e pratiche esperienziali adatte a tutti.

Bernard Rouch, un ricercatore che ha sviluppato una grande sensibilità nell'approccio dei corpi sottili e delle realtà di tipo energetico e metafisico, li riporta nel nuovo libro "Il Gioco del Perdono" e ti aiuta a intraprendere la strada che conduce alla libertà.

Troverai tanti spunti per aprire la tua coscienza: la via del perdono non è semplice, perché non è semplice gestire i ricordi dolorosi che affiorano alla memoria. 

Il perdono è una vera e propria attitudine di vita: impara ad accoglierlo...

Alla fine del percorso, avvertirai un senso di leggerezza dentro e fuori di te: la strada del perdono ti consente di ripristinare il contatto con la tua personale essenza, con la tua anima e la tua vita sarà molto più vicina a ciò che sei davvero. 

Tutti i carichi di emozioni e dispiaceri finiscono per appesantire non solo il corpo fisico, ma anche la tua crescita spirituale...

Ecco perché il lavoro che questo libro stimola ti consente di lavare, nel profondo, le tue cellule dalla ruggine e dalle incrostazioni del tempo. 

Queste pagine sono come una bussola che ti permette di orientarti e ritrovare la giusta via, dentro e fuori di te.

Al suo interno, trovi pratiche esperienziali per comprendere a fondo il processo del perdono. 

Gli esercizi pratici sono utili per liberarti da tutti quei nodi che ancora ti frenano, e superare così quegli ostacoli che sembrano in apparenza insormontabili. 

Brevi meditazioni sono alleate preziose per accompagnarti lungo il processo di guarigione dell'anima, un aiuto concreto per consentire a ciascuno di offrire e chiedere perdono.  

"Una vita pienamente vissuta al servizio dell'amore porta sempre alla felicità."
L'autore, Bernard Rouch

"Perdona gli altri, non perché essi meritano il perdono, bensì perché tu meriti la pace."
Jonathan Lockwood Huie

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Commenti

Le entità disincarnate tornano sempre al creatore — 1 commento

  1. “Inoltre l’azione nefasta dell’entità non si limiterà ad agire solo sul mittente ma spesso colpirà anche eventuali partner, figli, genitori, amici ecc., compresi eventuali animali domestici”. Vorrei aggiungere delle cose: si possono limitare i danni o chiedendo scusa in tempo o confessandosi essendo molto pentiti, oppure se siamo le vittime allontanandoci rapidamente da quella persona ed evitandola. Comunque queste entità disincarnate non siamo noi che le creiamo, esistono già, semplicemente entrano in noi essendoci riversate da gente malvagia oppure le facciamo entrare dentro di noi ogni qual volta che pecchiamo (loro usano proprio queste debolezze per entrare). In questo caso per scacciarle è potentissima l’acqua santa che si trova nelle chiese, dà proprio un sollievo immediato, la formula “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo seguita da preghiere (molto meglio se si è almeno in due a pregare) e alla fine l’Amen. Comunque il Signore non abbandona nessuno, è sempre pronto a soccorrere chi lo cerca (anche se in fin di vita, l’estrema unzione serve proprio a questo!) oppure con la messa da funerale, in cui i presenti pregano affinché il Signore accolga la persona morta.

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