Se desiderate aiutare un ammalato, cercate di farvi dire da lui quali azioni fra quelle che ricorda di aver compiuto, lo fanno, in coscienza, sentire male, e quali sono le persone che ritiene di aver maggiormente danneggiato. Dopo che avrà recuperato energia e dignità, potremo allora aiutarlo a scaricarsi la coscienza. Una domanda tipo: “c’è qualcosa nella tua coscienza che ti pesa e di cui vorresti liberarti?” potrebbe essere un buon modo per iniziare il discorso. Fate poi in modo di contattare le persone da lui menzionate e che si possano parlare a tu per tu.

Se il malato non può camminare e non ce la fa a telefonare, fatevi piuttosto dettare delle lettere. Se la persona verso cui si sente in colpa è morta, invitate il malato a scrivere una lettera che poi potrà essere portata simbolicamente al cimitero e lasciata sulla tomba di quella persona. Oppure il malato può rivolgersi mentalmente al morto o spedire la lettera ad uno dei parenti più prossimi. Sebbene nella tomba non ci sia la parte positiva del morto, comunque una parte di lui c’è, e questo è sufficiente. Questo servirà a cancellare, attraverso la comunicazione, i sensi di colpa del malato che state aiutando.

Fatevi poi indicare dal malato quali sono le attività o le azioni che ha iniziato a fare e non è riuscito a portare a termine, o che non ha mai iniziato, anche se avrebbe voluto. Lasciate inoltre cha faccia de sé tutto ciò che riesce a fare, quando invece ha bisogno di aiuto, dateglielo. Se non riesce a fare più niente in prima persona, dovrete agire voi al posto suo e ogni volta che porterete a buon fine un compito, satà necessario metterlo al corrente.

Se ci sono esperienze che ancora vorrebbe vivere prima di morire, fate sì che i suoi desideri si realizzino, compatibilmente con le forze fisiche e psichiche che gli sono rimaste. E’ molto importante incitare il malato con dolcezza ed amore, affinché metta in ordine quante più cose sia possibile. L’assumersi quelle responsabilità lo salverà dai mostri che ha creato nel corso di questa vita che giunge al termine. Chiedere scusa, chiarire, parlare, fare le cose che piacciono, completare azioni lasciate in sospeso, senza lasciare problemi a chi resta, crea positività nel malato.

Al contrario, le azioni e i comportamenti negativi, le cose lasciate a metà, i discorsi non chiariti e i problemi mai risolti, fanno rimanere la coscienza della persona ancorata a questo mondo, sopraffatta dalle entità negative che ha creato e che gli succhieranno le poche energie positive che ancora gli rimangono. Quando invece la coscienza riassume la propria scala di valori, trasformando in positive le energie negative, diventa progressivamente più forte e potente.
Estratto a cura di www.fisicaquantistica.it dal libro di Fiorella Rustici, "Morire senza paura – Come aiutare una persona che sta per lasciarci e noi stessi" a cura della Hermes edizioni.
Si ringrazia Fiorella Rustici, autrice del libro, per averci concesso la cortesia di pubblicare questo estratto.
I diritti relativi alla sezione "Morire Senza Paura" sono riservati, la riproduzione è vietata.
Fiorella Rustici è libera ricercatrice nel campo dei meccanismi mentali in relazione alla coscienza. Vive a Milano e lavora presso l’Associazione Culturale Coscienza e Salute, di cui è presidente.
Copyright: diritti riservati, riproduzione vietata.

Articoli nella sezione: Morire senza paura

Morire senza paura

Come aiutare una persona che sta per lasciarci e noi stessi.
di Fiorella Rustici
Un libro ricco di conoscenza sulla Dimensione della Morte, che descrive quello che accade alla persona prima, durante e dopo la morte del corpo, e cosa succede all’anima – o forma astrale – e a tutti gli strati energetici ad essa collegati, quando vengono frammentati. La forma astrale è composta da parti differenti che comprendono ciò che abbiamo ereditato dagli antenati, quello che ci portiamo dietro dalle nostre vite passate e ciò che costruiamo giorno per giorno grazie agli attimi di consapevolezza della vita presente. Dopo la morte, la parte di anima più positiva ed spiritualmente evoluta entra nel Tunnel di Luce dove incontra gli Esseri che la … leggi tutto

Come affrontare consapevolmente la morte

Lavorare sulla propria coscienza rappresenta l’unica via che noi uomini possiamo percorrere, per arrivare alla parte divina che è in ciascuno di noi. La coscienza ogni tanto riesce a far capolino tra tutti i marasmi derivanti dalla bramosia di possedere beni materiali e di provare sempre nuove emozioni, ma poi viene sopraffatta dalla mente, in una folle corsa verso il decadimento spirituale.
Possedere beni materiali e provare emozioni costituiscono molto  spesso gli aspetti essenziali su cui si basa la vita di molte persone. Questi due elementi diventano sempre più gli ingredienti unici della tanto agognata, quanto illusoria felicità.
Esistono tuttavia anche persone che, a seconda del proprio grado di coscienza e di responsabilità, cercano di approfondire argomenti come la morte, la spiritualità, … leggi tutto

Il meccanismo mentale delle illusioni e delle fantasie

Il bambino tende facilmente a crearsi realtà e situazioni fittizie rispetto al mondo reale, ma vere dentro la sua testa. Egli trova rifugio in queste fantasie, all’interno delle quali nessuno può attaccarlo, e scambia queste illusioni di sicurezza per invulnerabile realtà. Crescendo, può succedere che l’individuo continui ad utilizzare questo stesso espediente, questa medesima modalità di fuga, per allontanarsi da quelle situazioni nelle quali si sente minacciato.
In famiglia, al lavoro, con la fidanzata, con i figli, con gli amici ecc., possono ricrearsi delle condizioni che l’individuo identifica come potenzialmente minacciose della propria sicurezza e della propria stabilità, e tendere quindi a volersi rifugiare in realtà di tipo virtuale. Il bambino che ha iniziato ad usare questo meccanismo in maniera naturale, … leggi tutto

Non distinguere il reale dall’immaginario

Può accadere che una persona pur manifestando a parole delle buone intenzioni, poi nella pratica si comporti diversamente da quanto dichiarato, e per questo venga considerata poco seria, presuntuosa, superficiale e non affidabile. Tale persona non riuscendo a distinguere nettamente il reale dall’immaginario non è nemmeno cosciente dei propri limiti e degli errori che commette nel valutare le situazioni. Di conseguenza non farà niente per cercare di migliorarsi, perchè nella sua testa si sente già perfetta e pensa che siano piuttosto gli altri a sbagliare, ad essere immaturi e a non capire nulla.
La meccanica mentale delle illusioni e fantasie è caratterizzata proprio dal fatto che la persona si autosuggestiona a tal punto, da credere veramente alle cose positive che ha … leggi tutto

Vediamo solo ciò che vogliamo o crediamo di poter vedere

Secondo la “fisica quantistica” noi vediamo solamente ciò che crediamo sia possibile vedere, rispondendo cioè a degli schemi che sono dentro di noi a causa del condizionamento esterno. Quindi siamo costantemente limitati da quanto il nostro cervello ci fa vedere.
Gli indiani d’America diversi secoli fa non riuscirono a vedere le navi di “Colombo”, semplicemente perché non erano a conoscenza della loro esistenza e non sapevano cosa fossero; non riuscivano a vederle perchè erano diverse da qualunque cosa avessero mai visto prima. Lo sciamano stesso non vide le navi, ma vide l’oceano increspato, e incuriosito si chiese quale fosse la causa di quel fenomeno. Stette sulla riva per molti giorni a guardare l’orizzonte e dopo un po’ riuscì a vedere le … leggi tutto

I corpi sottili

Le cellule del cervello, sono tarate per farci percepire e vedere solamente un certo tipo di realtà, che rientra all’interno di una certa gamma di vibrazioni. Si tratta però solo di una realtà apparente o virtuale propria del nostro livello fisico. O per meglio dire, si tratta solo di quella parte di realtà che noi uomini possiamo percepire fisicamente.
I “corpi sottili” o corpi di energia di cui noi tutti siamo dotati, possiedono una struttura che permette loro di percepire realtà diverse o ulteriori, rispetto a quelle strettamente fisiche. Queste percezioni, osservate dal punto di vista fisico, sono extra sensoriali, ossia non hanno a che vedere con i normali cinque sensi, ma con altri sensi di tipo sottile propri dei “corpi … leggi tutto

Come assistere un ammalato

Chi vuole o deve assistere un malato – che non è ancora allo stato terminale e al quale rimane del tempo da vivere, che dunque potrebbe essere  utilizzato in modo proficuo – dovrebbe in primo luogo aiutarlo a rafforzare la propria coscienza e la propria consapevolezza, per quanto riguarda i tre piani fondamentali dell’esistenza: quello pratico/fisico, quello mentale/morale e quello spirituale.
Assistere la coscienza affinché si rafforzi è essenziale in quanto sarà lei, quando sarà uscita dal corpo fisico deceduto, ad avere il compito di affrontare la dimensione della morte. E’ perciò molto importante non lasciarsi coinvolgere troppo dagli stati d’animo del malato. Occorre anzi porre una sorta di barriera, tra noi e lui,  sotto il profilo emozionale ed energetico.
E’ importante … leggi tutto

Non nascondiamo la verità ai moribondi

I parenti di un ammalato grave spesso pensano che costui essendo debole, fragile ed insicuro, non possa sopportare di conoscere la verità riguardo al proprio stato di salute. Inoltre essi temono anche che possa reagire con gesti estremi. Queste giustificazioni tuttavia hanno il solo scopo di permettere ai parenti di mettersi a posto la coscienza, ma in questo modo fanno un torto all’ammalato. Essi pensano che in questo maniera quando il parente non ci sarà più, non proveranno sensi di colpa nei suoi confronti.
Spesso succede allora che l’ammalato capisca da sé la gravità del proprio stato e il pericolo che corre, ma non abbia comunque il coraggio di dirlo ai parenti, preferendo continuare a fingere di non sapere, e continuando … leggi tutto

L’importanza dello sviluppo della coscienza nel malato

La persona che assiste ed aiuta un ammalato deve essere disposta ad ascoltarlo e, se questi è un parente, un amico o una persona vicina, è importante ricordare insieme a lui gli avvenimenti che hanno riguardato entrambi, e il reciproco rapporto. Quindi se è il caso, per aiutarlo ed aiutare anche voi stessi, sarà necessario, se pensate di avere delle colpe nei suoi confronti, assumervele e chiedergli scusa. Non è mai una buona mossa tenersi dentro dei sensi di colpa, perchè vi mangeranno energia.
Ricordiamoci inoltre che una persona malata sta perdendo la propria energia vitale ed è normale che ne prenda un po’ da voi. Le due aure infatti quando sono vicine, si connettono cercando di riportarsi in equilibrio. E … leggi tutto

Aiutare l’ammalato a scaricarsi la coscienza

Se desiderate aiutare un ammalato, cercate di farvi dire da lui quali azioni fra quelle che ricorda di aver compiuto, lo fanno, in coscienza, sentire male, e quali sono le persone che ritiene di aver maggiormente danneggiato. Dopo che avrà recuperato energia e dignità, potremo allora aiutarlo a scaricarsi la coscienza. Una domanda tipo: “c’è qualcosa nella tua coscienza che ti pesa e di cui vorresti liberarti?” potrebbe essere un buon modo per iniziare il discorso. Fate poi in modo di contattare le persone da lui menzionate e che si possano parlare a tu per tu.
Se il malato non può camminare e non ce la fa a telefonare, fatevi piuttosto dettare delle lettere. Se la persona verso cui si sente … leggi tutto

Cosa creiamo quando proviamo rabbia, risentimento e odio?

Quando una persona si sente offesa da qualcuno o viene umiliata, crea dentro la propria mente un file/memoria che contiene l’offesa subita ed anche le possibili ritorsioni da attuare per avere soddisfazione. La vendetta, la cattiveria, l’odio, la voglia di fare del male, di prevaricare o di uccidere sono tutte emozioni che appartengono e coinvolgono la nostra mente inferiore/animale.
Quando perciò una persona è arrabbiata con qualcuno o esprime cattiveria, genera con la propria mente inferiore/animale e con volontà distruttrice, un file/mentale composto da energia negativa, che viene poi proiettato all’esterno, mentre un file identico, rimane registrato nei suoi neuroni. L’energia negativa assume quindi le sembianze di un’entità disincarnata che arrivando addosso alla vittima, verrà accettata dal suo cervello, il quale … leggi tutto

Le entità disincarnate tornano sempre al creatore

E’ importante sapere che le cosiddette entità disincarnate, portatrici di sventure e morte, possono essere create anche dall’invidia e non solo dalle cattiverie, dall’odio, dal rancore o dalla rabbia. Le entità disincarnate, oltre a nutrirsi della loro vittima e delle persone a lei care e più vicine, assorbono anche le energie negative prodotte quotidianamente dalla persona che ha dato loro vita.
Quando una persona che ha creato entità disincarnate sta per morire, richiamerà a sé nel proprio spazio aurico quelle entità, perchè più si avvicina il momento del decesso e meno sarà in grado di nutrirle con la propria energia. Queste entità seguiranno allora la persona nella dimensione della morte.
Queste entità disincarnate staccandosi dai corpi verso cui erano state indirizzate e … leggi tutto

La legge del Karma o della causa-effetto

Se ascoltiamo lo sfogo di qualche amico o parente che parla di qualcuno con toni duri e parole spregevoli, e gli diamo ragione stiamo mettendo la nostra energia a disposizione dell’entità disincarnata creata dall’amico, mentre esprime rancore e rabbia. Perciò è importante in questri casi estraniarsi o tenersi a distanza da questi sentimenti negativi e da ciò che essi producono.
E’ importante far capire all’amico che ciò che dovrebbe fare è di chiarirsi con quella persona e che lo sfogarsi con voi non serve a nulla e non risolve la questione tra loro. Sicuramente adottando queste semplici tecniche di comportamento con gli altri, la vostra vita cambierà in meglio.
Stiamo inoltre molto attenti quando siamo arrabbiati o proviamo invidia, cattiveria e odio … leggi tutto

SHINRIN-YOKU - L'IMMERSIONE NEI BOSCHI
Il rituale giapponese per liberarsi dall'ansia e dallo stress
di Selene Calloni Williams, Noburu Okuda Do

Shinrin-Yoku - L'Immersione nei Boschi

Il rituale giapponese per liberarsi dall'ansia e dallo stress

di Selene Calloni Williams, Noburu Okuda Do

Il termine Shinrin-Yoku, ovvero "bagno di foresta", coniato in Giappone negli anni Ottanta dal direttore dell'ente forestale nipponico, fa riferimento all'immergersi nella natura con i cinque sensi.

Lo Shinrin-Yoku oggi è sempre più conosciuto e apprezzato come terapia preventiva. Lo Shinrin-Yoku è un'avventura di profonda comunione con la natura.

Si pratica in molti modi, ma quello più tradizionale è la passeggiata e la meditazione nel bosco o nella foresta.

Il testo offre nella prima parte una panoramica dei vari tipi di meditazione possibili quando siamo immersi nella natura e numerosi consigli su come stabilire un contatto rituale con le selve per beneficiare della loro energia benefica.

Nella seconda parte  del libro "Shinrin-Yoku - L'Immersione nei Boschi" di Selene Calloni Williams, invece, 30 schede corrispondenti a 30 alberi/arbusti diversi (dall'abete alla vite), assoceranno il mito di ciascuna pianta alle sue caratteristiche immaginali, cioè alla sua capacità di interagire con le nostre emozioni, con il nostro comportamento e quindi con il nostro destino. Per ogni albero l'autrice propone un dialogo immaginale attraverso il quale il lettore potrà "raccontarsi" all'albero e chiedere allo spirito della pianta di aiutarlo a migliorare un aspetto di sé e della sua vita.

L'esperienza della natura imposta il nostro cervello su un'altra modalità in cui i pensieri assillanti svaniscono, emergono sensazioni di felicità e i problemi passano in secondo piano.

  • Lo Shinrin-yoku viene sovvenzionato dal sistema sanitario nipponico, studiato e messo in pratica nelle università di medicina e nelle cliniche del Giappone.
  • Questo è uno dei pochi libri sul tale particolare metodo di prevenzione delle malattie.
  • L'immersione nella natura ha effetti terapeutici comprovati anche scientificamente: è in grado di abbassare le concentrazioni dell'ormone dello stress nel corpo, di rinforzare il sistema immunitario, di regolare la pressione arteriosa e il battito cardiaco, di abbassare il colesterolo.

Tratto dal libro:

Origini e benefici

"Il termine Shinrin-Yoku è stato coniato in Giappone nel 1982 da M. Tomohide Akiyama, allora direttore dell'ente forestale giapponese: fa riferimento aH'immergersi nella natura con i cinque sensi.

Lo Shinrin-Yoku oggi è, a ragione, annoverato tra le terapie preventive. Infatti, l'immersione nella natura ha effetti terapeutici comprovati in modi empirici e scientifici.

Certamente il concetto di natura maestra e terapeuta è posseduto dall'uomo fin dalle origini, ma, a partire dalla rivoluzione industriale, in tempi recenti, l'individuo urbanizzato e industrializzato ha, in poche manciate di anni, profondamente modificato il proprio stile di vita, allontanandosi pericolosamente dalla natura.

È molto utile, dunque, che i benefici della natura vengano ribaditi da una filosofia, lo Shinrin-Yoku, che porta con sé un metodo pratico di azione e comportamento. La visione e la pratica dello Shinrin-Yoku, infatti, si stanno rapidamente diffondendo nel mondo e si prevede che arriveranno a livelli di grande popolarità nei prossimi anni. Esso rappresenta un bisogno urgente e pressante della popolazione che ha attraversato l'epoca industriale e che adesso si trova in piena era tecnologica.

La tecnologia ha contribuito ad allontanare l'uomo dalla natura. Oggi gli individui trascorrono gran parte del loro tempo davanti a uno schermo accumulando "tecnostress" che è, a tutti gli effetti, una patologia.

Lo stress fornisce terreno fertile alla formazione di malattie anche gravi, come i tumori, il diabete, le malattie cardiocircolatorie.

Un "bagno di foresta" (questa sarebbe l'espressione più vicina al concetto di Shinrin-Yoku) ci consente di lavar via lo stress accumulato.

È provato che l'immersione nei boschi e, più genericamente, il contatto con la natura, è in grado di abbassare le concentrazioni dell'ormone dello stress nel corpo, di rinforzare il sistema immunitario, di regolare la pressione arteriosa e il battito cardiaco, di far scendere il colesterolo.

Uno studio del 2013 dell'Università di Exeter, nel Regno Unito, ha portato addirittura a concludere che chi abita in aree verdeggianti è più felice. Il contatto con la natura favorisce anche la resilienza che è necessaria durante le fasi di convalescenza e recupero. Non solo, la natura favorisce inoltre la cura di malattie psicologiche come la depressione. Ci sono studi che indicano i suoi benefici persino su schizofrenia e altre gravi turbe del comportamento. Stare in contatto con la natura aiuta anche ad avere una memoria migliore e dà più resistenza contro l'invecchiamento fisico e mentale.

Poiché l'immersione nei boschi agisce in modi ormai provati sul sistema immunitario potenziandolo, essa è da prendersi a tutti gli effetti come una terapia preventiva a largo spettro.

Ma perché lo Shinrin-Yoku nasce proprio in Giappone?

Circa duecento anni orsono è sorta l'estetica giapponese, la quale, più che una filosofia, è una vera e propria guida di vita. Essa ha avuto origine principalmente dalla visione del Buddhismo Zen. Lo Shinrin-Yoku è fortemente connesso all'estetica giapponese. Inoltre dobbiamo tenere presente che la visione del mondo giapponese avviene attraverso l'osservazione della natura; il Giappone è ricco di foreste, sebbene vi sia un'intensa concentrazione della popolazione nelle città: si tratta di uno dei paesi con l'area forestale più estesa."

Selene Calloni Williams - Noburu Okuda Dō

 


REGALO ESCLUSIVO
Lo puoi avere solo se acquisti
uno dei libri di Selene Calloni Williams
sul Giardino dei Libri

Il videocorso Mp4 di Selene Calloni Williams
"Mindfulness Immaginale e OMI"
Videocorso della durata di 2 ore e 10 minuti
che potrai scaricare subito dopo aver acquistato il libro.

Essere più consapevoli, lucidi, avere maggiore presenza mentale è un risultato che si può raggiungere attraverso la meditazione. Ma anche sciogliere paure, insicurezze e superare la sensazione di non essere mai abbastanza, che abbiamo accumulato nella nostra infanzia ed adolescenza, ci aiuta ad essere più consapevoli, più concentrati. Paure e insicurezze, infatti, chiudono la nostra visione, i nostri sensi, ci rendono meno vivi, meno presenti, diminuendo la nostra capacità di sentire, di esserci, di vedere e comprendere.

Struttura del videocorso:

1. INTRODUZIONE ALLA MINDFULNESS IMMAGINALE
2. LA MEDITAZIONE SUL RESPIRO: ANAPANASATI I E
3. ANAPANASATI II
4. OMI, One Minute Immersion
5. La MEDITAZIONE SULLO SCHELETRO
6. LA MEDITAZIONE SUL CORPO: "LA CONTEMPLAZIONE OGGETTO CORPOREO NELL'OGGETTO CORPOREO"
7. LA MEDITAZIONE SU UN OGGETTO: "ALOKA KASINA"
8. CONCLUSIONI

Si tratta di un corso di meditazione e mindfulness ad approccio immaginale, nel quale viene spiegata anche la tecnica OMI "One Minute Immersion", creata da Selene Calloni Williams, una tecnica molto adatta al mondo di oggi, che è sempre di corsa e indaffarato. Si tratta di meditare per un minuto in modo molto intenso e di ripetere l'immersione nella meditazione più volte nella giornata. OMI, One Minute Immersion, è la potente tecnica, ideata da Selene, per il contatto diretto con la natura e con l'anima in una manciata di secondi per più volte durante la giornata, con costanza, durante diverse e specifiche attività quotidiane. Nel corso vengono spiegate anche la meditazione sul respiro, sul corpo e sullo scheletro.

 

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