Il Nome del Micetto
di Lorenzo Merlo
Messaggio nella bottiglia e sua possibilità di arenarsi sulla spiaggia in cui ci troviamo.

Si sente sempre approcciare il mistero e l’infinito non solo con l’intento di conoscerlo e farlo nostro cioè misurarlo, ma, e inconsapevolmente, come se l’indagine razionale cioè maledettamente e assolutamente umana avesse in sé le doti per farlo. A dire il vero le avrebbe se solo si rendesse conto di vivere nell’incantesimo della razionalità quale strumento superiore di conoscenza. Che guaio! Sì, perché in quel modo di procedere, di pensare o di dare per scontato non si può andare oltre ciò che il campo logico-razionale-meccanicistico possa permettere.
Al contrario, invece, emancipandosi dalla conoscenza come somma di dati estratti dall’intero a mezzo dell’analisi e considerati acquisiti, nonché esistenti come entità indipendenti, si alza il livello di magia o, per i più scientisti, di sensibilità, che comporta l’accesso ad un piano di lettura del reale non più intellettualmente esaurito, che permette di conoscere il mistero e sentire l’infinito a mezzo della natura ricettiva che siamo.
Un livello di sensibilità che permette l’identificazione e il bilanciamento tra conoscenza analitica e conoscenza già presente in noi. Soprattutto che permette di constatare quanto e come si è creduta la conoscenza analitica e cognitiva, quale reale e sola autentica conoscenza. Che è quella che ci ha portato a realizzare una storia di sofferenza e di raccapriccianti politiche quali quelle in corso, entro le quali si è pure scambiato l’abbondanza come benessere, l’avanzamento tecnologico come progresso, il denaro come chiesa e il relativo diritto di sopraffazione dei suoi fedeli come crociata sterminatrice e convertitrice. Una vita d’inferno. Questo significa aver scambiato il sapere analitico-cognitivo per conoscenza.
Il livello di sensibilità a cui ci riferiamo permette di osservare la magia della realtà. Ovvero in che termini la realtà decanta in noi, così come la descriviamo. Questa, oltre che esserci stata offerta da qualsivoglia tradizione sapienziale emersa da migliaia di anni dalle culture della terra intera, ci è ora (dai primi decenni del secolo scorso) fatta presente anche dalla fisica quantistica o, meglio, dalla relativa filosofia.
Il “gatto di Schrödinger”, che sarebbe contemporaneamente e, secondo le regole della logica, inaccettabilmente vivo e morto, almeno finché qualcuno non apre la scatola e constata in quale stato si trovi effettivamente il micetto, può essere utile al caso nostro, cioè a riconoscere in che termini la realtà è magica.
Anche dall’esperimento logico di Schrödinger si può astrarre la filosofia che permette di constatare come ogni realtà appaia al cospetto di colui che ne apre la scatola entro cui stava in tutte le sue infinite potenzialità. Essa infatti viene rispettosamente descritta secondo la condizione del momento in cui versiamo. Così un amico muta in nemico e un nemico in amico finché un legame sentimentale di attrazione o repulsione terrà unite le parti. Così ad un micetto si darà quel nome e non un altro. Basta fare una breve gita entro la nostra biografia per osservare come il mondo sia in nostra funzione. Come un amore corrisposto o non corrisposto ci cambiasse i pensieri e con questi il mondo.
Tutto ciò si verifica e si mostra anche secondo quantità. L’adesione consapevole o meno nei confronti di un’ideologia, permette a tutti gli adepti di trovare nella scatola la medesima realtà. Un evento che non avviene se ad aprirla è un seguace di altra od opposta ideologia. L’idea di realtà di noi occidentali non è condivisa da chiunque si trovi entro il campo in cui essa è descritta in altro modo. Ma ci si abitua a tutto. Produci, consuma, crepa, per esempio, non è solo uno slogan dei disadattati è una realtà fatta e finità, purché la si veda.
Per spiegare – non esageriamo! – come avviene un cambio di realtà trovato aprendo la medesima scatola si può fare riferimento al cosiddetto salto quantico. Questo è banalmente rappresentabile da un cambio di emozione. Ognuna di queste impone una realtà soltanto. Così l’entusiasta di un tempo trova le condizioni della depressione in un altro.
Ce n’è ancora. La razionalità stessa, o ciò che così definiamo, non è che un’emozione che la rende esistente. Così, cammin facendo, ognuno definisce il mondo secondo la bolla emozionale o campo entro cui si trova, passando da uno all’altro, anche opposto, senza avvertire alcuna contraddizione. Una magia dovuta all’emozione di sentirci sempre e comunque la medesima persona.
Articolo di Lorenzo Merlo
Fonte: https://www.fisicaquantistica.it/
Libri di Lorenzo Merlo:
Sul fondo del barile
Primiceri Editore, Ottobre 2018
Un libro forse solitario che prova a fare il punto sulla situazione attuale, sul sincretismo tra Tradizione e Scienza quantistica, per sostenere come la via verso consapevolezza si stia facendo strada nella cultura occidentale un tempo solo materialistica. E per fare presente che anche in un momento di degrado generale possiamo trovare la linfa per compiere un passo verso ciò che i buddhisti chiamano liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. Ovvero un passo evolutivo per avvicinarci alla realizzazione di sé e perciò di una società più corrispondente a quella che tutti abbiamo in mente.
Senza dire Io
Vivere, parlare, pensare Senza dire Io – Interviste a uomini come noi
Postfazione Paolo Lissoni – Primiceri Editore, Marzo 2021
Il libro si compone di due interviste a Paolo D´Arpini e Marco Baston, nonchè della Postfazione di Paolo Lissoni. Tre uomini per altrettante ricerche umanistiche di forma fortemente diversa tra loro, ma di sostanza identica, in quanto relativa all´evoluzione individuale/sociale.
AFGHANISTAN
Fede cuore ragione.
Victoryproject book, Milano, 2011
È un libro fotografico. Dedicato soprattutto ai sentimenti. Storie di persone che l'empatia sa riconoscere da ogni sguardo.
È un libro pieno di domande. La verità della fotografia fino a quando non mente? Che accadrà dopo il 2014, la data della ritirata della forza internazionale? Quanto il movimento talebano ha interessi internazionali? La natura dell'islam può essere avvicinata da un miscredente? Sono esistiti progetti di comunicazione per promuovere la centralità dello Stato? C'è qualcosa che possiamo sapere oggi, ad anni di distanza dai fatti, sui sequestri Torsello e Mastrogiacomo? Un mea culpa occidentale avrebbe un peso geopolitico? La democrazia è un valore da affermare con la forza? C'è un'unica realtà o ce ne è una di rubik dove ognuno ha diritto al lato che lo rappresenta? La guerra è un fatto in mano alle lobby o può vantare significati umanitari? Pulizia etnica e razzismo pasthun sono un delirio hazarà o corrispondono a dati di fatto? Quanto un fotografo sa di provocare una realtà piuttosto che un'altra spostando anche di poco il rettangolo dello scatto?
Essere Terra
Viaggio verso l’Afghanistan
Prospero editore, Milano, 2019
Un viaggio verso l’Afghanistan. “Verso”, perché non era possibile essere certi di arrivarci, entrarci, percorrerlo e uscirne: dal 1979, anno dell’invasione sovietica e inizio delle guerre tuttora in corso, pochi o nessuno avevano pensato e realizzato l’idea di raggiungere Kabul in solitaria, guidando un mezzo personale e attraversando Balcani, Turchia e Iran. Essere Terra non è solo un libro di viaggio. Oltre allo scorrere di descrizioni di uomini e paesaggi, caratteri e convenzioni, Merlo segue le tracce di Annemarie Schwarzenbach, Ella Maillart e Nicolas Bouvier attraverso le loro opere, scritte lungo la stessa “central route” percorsa in questo libro. Così l’autore ha voluto celebrare quei pionieri “così utili per comprendere l’Europa e l’Asia, così attuali da far impallidire i diplomatici di oggi” con una narrazione ricca di senso critico, considerazioni e riflessioni di carattere storico e sociologico.

Essere Terra
Un viaggio di ricerca
Prospero editore, Milano, 2020
Degustare è la parola. Degustare apre a evocazioni ed emozioni a cui la voracità del consumo non ha accesso. Essere Terra – un viaggio di ricerca richiede al lettore il desiderio di degustare. Molti segreti lo richiedono per emergere dal fondo melmoso dei luoghi comuni, per raggiungere la superficie dell’evidenza e strabiliare nuovamente la normalità del quotidiano. Solo degustando si sale in macchina con l’autore, solo allora i paesaggi si ricompongono. Dal 1979, anno dell’invasione sovietica e inizio delle guerre tuttora in corso, pochi o nessuno avevano pensato e realizzato l’idea di raggiungere Kabul in solitaria, ma Essere Terra non è solo un libro di viaggio. Oltre allo scorrere di descrizioni di uomini e paesaggi, caratteri e convenzioni, Merlo segue le tracce di Annemarie Schwarzenbach, Ella Maillart e Nicolas Bouvier attraverso le loro opere, scritte lungo la stessa “central route”.

















































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