Gli Impeccabili
di Lorenzo Merlo
Ci si nasconde dietro una condotta che tentiamo impeccabile, ma è ciò che pensiamo, le forme-pensiero che ci avviluppano, a inseminare il mondo in cui fiorisce la realtà in cui versiamo.

Pochi tipi di emozioni rutilano sugli uomini alla stregua di un’atmosfera immateriale di vibrazioni, pronta a precipitare in noi con saette di vita. Le onde si sovrappongono, uniscono e si separano creando una rete di sentimenti che ci lega, tira, costringe per attrazione e interesse, e allontana per repulsione e indifferenza, in una indissolubile relazione anche inconsapevole, ma sempre pronta a decantare in noi, lasciandoci nell’illusorio spazio della scelta autonoma e indipendente.
Fortunali, perturbazioni e momenti di serenità si alternano indipendentemente dagli intenti, dalle necessità e dalle pretese degli uomini con la loro variabile sensibilità e/o stabilità. L’indipendenza che questi credono di avere è una suggestione, costantemente derisa e violentata dagli scuotimenti della rete emozionale che ci ha catturati.
Nonostante tutto, il loro presunto diritto d’autore di ciò che affermano, i loro argomenti intellettuali, razionali, scientifici e anche artistici è di bassa lega, valido solo per le partite nel campetto di gioco dei finti saperi della storia. Non si avvedono che nulla li può sottrarre dallo strascico di un’esistenza conforme all’emozione che li avviluppa e di cui non sono che comparse inconsistenti come un fiato nell’uragano.
Lo stato d’incompiutezza e pena in cui versa l’uomo è una condizione creata da lui stesso, quale frutto di una semina emozionale e di pensieri antropocentrici, egocentrici e individualistici, le cui fioriture sono riconosciute e dette da alcuni veggenti vizi capitali e ruota del samsara da altri. Nei confronti delle quali non sa trovare alternative se non quella di castrarle, rinunciarci, elevando così sé stesso a boia delle proprie emozioni, in nome di un’etica di facciata pronta a crollare, lasciandoci nudi nei confronti delle nostre segrete, perbeniste, farisee e filistee ipocrisie.
Spostare l’attenzione dal proprio io, dall’illusione della differenza tra sé e il mondo e tra sé e il prossimo, è la modalità disponibile per realizzare il nostro miglior contesto esistenziale, il più contiguo al mantenimento della serenità e del benessere. Ma non avviene per insegnamento, l’esperienza non è trasmissibile. Richiede una ricreazione personale che non si avvale di libri, guru e dati ma di consapevolezze, cioè di una sorta di muta che ci sveste delle acquisite prospettive e valori per lasciarci puri a contatto con una realtà non più drogata di concetti.
Come Truman (1), che trova l’uscio per uscire dall’orizzonte artefatto d’illusione, gli uomini che si avvedono della caducità dei loro intenti, ovvero del dominio del loro io su loro stessi e della costante erogazione di energia a favore di questo, possono avviarsi verso il pertugio liberatorio e interrompere il processo di produzione della sofferenza propria e altrui.
È quindi un passaggio che svincola dalla rete dell’io e dalla sua cosmogonia, dando così accesso all’unità del tutto e alla condizione dell’umanità intera. Una condizione nella quale si riconosce e si vive, come fece il Cristo, il Buddha ed ogni Bodhisattva, la condizione di tutti gli uomini che non sanno quello che fanno.
Così evolvendo, gli uomini e i loro pensieri tenderanno a generare un’atmosfera vibrazionale, nella quale potranno costituirsi condizioni meno adatte a scaricare su noi i suoi pesi e le sue violenze.
In questo modo si possono intendere gli eoni, epoche millenarie concepite dalle tradizioni sapienziali, caratterizzate da weltaschauung specifiche, la cui cadenza e scadenza non può essere rimessa ad altri ma a noi stessi. Perché sentire l’umanità in noi significa anche che gli altri non sono altri ma noi stessi in altro tempo e forma. I figli non fanno ciò che hanno fatto i padri? Non siamo identici nelle emozioni che ci attraversano, nei sentimenti e nei pensieri e nelle azioni? Non conosciamo le stesse paure ed aspirazioni? Non godiamo tutti nello stesso modo, per le stesse ragioni, nelle medesime circostanze? Non osserviamo un bimbo vedendo in esso ciò che siamo stati? Un malato, sperando di evitare quella sofferenza?

Non è di chi ama l’esistenza vivere nella serenità e diffonderla, indipendentemente dalla condizione che la storia gli ha riservato? Non è di chi odia, sentire il peso oppressivo dei giorni?
La nietzschiana “volontà di potenza” sta in questo. Il filosofo tedesco ha tentato di renderlo esplicito affinché ne fossimo consapevoli, affinché un’altra weltanschauung potesse avvenire. Cioè una realtà non più abitata da “piccoli uomini”, ma da “übermensch” o uomini compiuti, consapevoli di essere gli autori della storia. Una realtà che però non è avvenuta. Ci teniamo quella che abbiamo, andando avanti dritti, mentendo a noi stessi, lungo la bigotta via dell’impeccabile comportamento, educato sipario oltre il quale si apre il regno del peccabile pensiero.
Articolo di Lorenzo Merlo
Note:
(1) Vedi “The Truman Show”, film di Peter Weir, del 1998
Fonte: www.fisicaquantistica.it
Libri di Lorenzo Merlo:
Sul fondo del barile
Primiceri Editore, Ottobre 2018
Un libro forse solitario che prova a fare il punto sulla situazione attuale, sul sincretismo tra Tradizione e Scienza quantistica, per sostenere come la via verso consapevolezza si stia facendo strada nella cultura occidentale un tempo solo materialistica. E per fare presente che anche in un momento di degrado generale possiamo trovare la linfa per compiere un passo verso ciò che i buddhisti chiamano liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. Ovvero un passo evolutivo per avvicinarci alla realizzazione di sé e perciò di una società più corrispondente a quella che tutti abbiamo in mente.
Senza dire Io
Vivere, parlare, pensare Senza dire Io – Interviste a uomini come noi
Postfazione Paolo Lissoni – Primiceri Editore, Marzo 2021
Il libro si compone di due interviste a Paolo D´Arpini e Marco Baston, nonchè della Postfazione di Paolo Lissoni. Tre uomini per altrettante ricerche umanistiche di forma fortemente diversa tra loro, ma di sostanza identica, in quanto relativa all´evoluzione individuale/sociale.
AFGHANISTAN
Fede cuore ragione.
Victoryproject book, Milano, 2011
È un libro fotografico. Dedicato soprattutto ai sentimenti. Storie di persone che l'empatia sa riconoscere da ogni sguardo.
È un libro pieno di domande. La verità della fotografia fino a quando non mente? Che accadrà dopo il 2014, la data della ritirata della forza internazionale? Quanto il movimento talebano ha interessi internazionali? La natura dell'islam può essere avvicinata da un miscredente? Sono esistiti progetti di comunicazione per promuovere la centralità dello Stato? C'è qualcosa che possiamo sapere oggi, ad anni di distanza dai fatti, sui sequestri Torsello e Mastrogiacomo? Un mea culpa occidentale avrebbe un peso geopolitico? La democrazia è un valore da affermare con la forza? C'è un'unica realtà o ce ne è una di rubik dove ognuno ha diritto al lato che lo rappresenta? La guerra è un fatto in mano alle lobby o può vantare significati umanitari? Pulizia etnica e razzismo pasthun sono un delirio hazarà o corrispondono a dati di fatto? Quanto un fotografo sa di provocare una realtà piuttosto che un'altra spostando anche di poco il rettangolo dello scatto?
Essere Terra
Viaggio verso l’Afghanistan
Prospero editore, Milano, 2019
Un viaggio verso l’Afghanistan. “Verso”, perché non era possibile essere certi di arrivarci, entrarci, percorrerlo e uscirne: dal 1979, anno dell’invasione sovietica e inizio delle guerre tuttora in corso, pochi o nessuno avevano pensato e realizzato l’idea di raggiungere Kabul in solitaria, guidando un mezzo personale e attraversando Balcani, Turchia e Iran. Essere Terra non è solo un libro di viaggio. Oltre allo scorrere di descrizioni di uomini e paesaggi, caratteri e convenzioni, Merlo segue le tracce di Annemarie Schwarzenbach, Ella Maillart e Nicolas Bouvier attraverso le loro opere, scritte lungo la stessa “central route” percorsa in questo libro. Così l’autore ha voluto celebrare quei pionieri “così utili per comprendere l’Europa e l’Asia, così attuali da far impallidire i diplomatici di oggi” con una narrazione ricca di senso critico, considerazioni e riflessioni di carattere storico e sociologico.

Essere Terra
Un viaggio di ricerca
Prospero editore, Milano, 2020
Degustare è la parola. Degustare apre a evocazioni ed emozioni a cui la voracità del consumo non ha accesso. Essere Terra – un viaggio di ricerca richiede al lettore il desiderio di degustare. Molti segreti lo richiedono per emergere dal fondo melmoso dei luoghi comuni, per raggiungere la superficie dell’evidenza e strabiliare nuovamente la normalità del quotidiano. Solo degustando si sale in macchina con l’autore, solo allora i paesaggi si ricompongono. Dal 1979, anno dell’invasione sovietica e inizio delle guerre tuttora in corso, pochi o nessuno avevano pensato e realizzato l’idea di raggiungere Kabul in solitaria, ma Essere Terra non è solo un libro di viaggio. Oltre allo scorrere di descrizioni di uomini e paesaggi, caratteri e convenzioni, Merlo segue le tracce di Annemarie Schwarzenbach, Ella Maillart e Nicolas Bouvier attraverso le loro opere, scritte lungo la stessa “central route”.


















































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