La persona che assiste ed aiuta un ammalato deve essere disposta ad ascoltarlo e, se questi è un parente, un amico o una persona vicina, è importante ricordare insieme a lui gli avvenimenti che hanno riguardato entrambi, e il reciproco rapporto. Quindi se è il caso, per aiutarlo ed aiutare anche voi stessi, sarà necessario, se pensate di avere delle colpe nei suoi confronti, assumervele e chiedergli scusa. Non è mai una buona mossa tenersi dentro dei sensi di colpa, perchè vi mangeranno energia.
Ricordiamoci inoltre che una persona malata sta perdendo la propria energia vitale ed è normale che ne prenda un po’ da voi. Le due aure infatti quando sono vicine, si connettono cercando di riportarsi in equilibrio. E questa ricerca di equilibrio, avendo l’ammalato un basso livello di energia, sfocerà in un abbattimento energetico per voi.
Tuttavia più il malato sviluppa la propria coscienza e meno sarà parassita nei vostri confronti o di altri. Alimentando la propria coscienza egli si rigenererà energeticamente. Diamo dunque dignità alla coscienza di chi sta morendo. Osserviamo il malato, e quando vediamo che vorrebbe dirci qualcosa ma si trattiene dal farlo, incitiamolo con amore e dolcezza. Questo lo farà sentire rispettato, amato e dignitoso. Soprattutto permetterà di ricaricare entrambi, trasformando alcune vecchie energie negative, legate ad azioni o pensieri del passato, in energie positive.
Comunicazioni amorevoli e azioni corrette rivolte all’ammalato, creano in lui una carica positiva e rappresentano un dono d’amore che gli stiamo facendo. E’ anche importante permettere al malato, se vuole farlo, di raccontarvi episodi della propria vita che riguardino esperienze belle e piacevoli da lui vissute, che contengano emozioni e stati d’animo altrettanto gradevoli.
Per tutto il tempo in cui invece una persona ammalata persiste in uno stato d’animo depressivo, perde ininterrottamente energia. Questo permette ai sensi di colpa e a tutte le entità negative che egli ha creato, ogni volta che ha commesso errori e generato rabbia, cattiveria, odio, rancore e risentimento, di penetrargli nel corpo fisico, danneggiandolo e fiaccandolo ulteriormente. Questo tipo di possessione fa parte di una meccanica mentale relativa all’esaurimento fisico e mentale di un corpo, e comporta anche un aumento di incoscienza nella persona. Incoscienza che può creare confusione, oblio, sonno e perdita del senso della realtà.
Facendo al contrario ricordare all’ammalato i momenti belli vissuti nella vita, questi lo aiuteranno a creare in sé, copie delle energie positive contenute nelle emozioni di quei momenti passati. In questo modo la sua coscienza verrà nutrita di energie nuove e benefiche, attraverso i ricordi che va percependo, e nel momento della morte egli sarà più cosciente e consapevole.










